Caos e bagarre in Consiglio regionale, la reazione dei deputati sassaresi

Caos e bagarre in Consiglio regionale, la reazione dei deputati sassaresi

Lo scontro il Consiglio regionale.

Bagarre ieri in Consiglio regionale a Cagliari. A dare fuoco alle polveri il dl 107, presentato dalla governance sardo-leghista con l’obiettivo di potenziare lo staff della presidenza e degli assessorati al costo di 6 milioni di euro. La misura, avversata dall’opposizione perché considerata una “legge poltronificio”, arriva di nuovo in Aula- la si discute da quasi 50 giorni- proprio mentre la maggioranza è in piena fibrillazione. Al mattino attacchi incrociati tra Giorgio Oppi, esponente di Pro Sardinia, e Mario Nieddu, assessore alla Sanità; al pomeriggio scintille tra il capogruppo Lega Dario Giagoni e il sardista Franco Mulas. La giornata, cominciata male, finisce molto peggio e, secondo l’opposizione, la responsabilità è di Michele Pais, presidente del Consiglio regionale.

Ha violentato il regolamento più volte”, accusa Daniele Cocco di Liberi e Uguali. “Non ha concordato i lavori della serata né preso in considerazione i nostri emendamenti”, rincara la dose Gianfranco Ganau, capogruppo Pd in Regione. “Nonostante la promessa di convocare la Capigruppo – rilancia la pentastellata Desirè Manca – ha continuato imperterrito la discussione”. Col risultato che, alle 21, malgrado una specie di accordo tra i partiti, i lavori proseguono scatenando l’ira della parte minoritaria dell’agone politico sardo. “Vergogna!”, è l’urlo che risuona con più frequenza per diversi minuti mentre il consigliere Stefano Tunis, relatore di maggioranza della legge, enumera emendamenti, la voce sopraffatta dalle grida dei colleghi. “L’articolo 86 del regolamento parla chiaro – sottolinea ancora Ganau -. In caso di tumulto si sospende la seduta.”

Cosa che Pais non fa. “Di sicuro ha ricevuto ordini di scuderia da Zoffili”, punta il dito la Manca. Il commissario leghista è la vedetta lombarda sulle tribune dell’Aula, ma non immobile né muto. Sarebbe stata forse una sua parola a causare lo spostamento della protesta sulle scale del palazzo, con tanto di intermezzo fisico e la partecipazione di un rappresentante di Giunta. “L’assessore ai Trasporti Todde ha perso la ragione”, rivela il progressista Gianfranco Satta. “Da Todde è arrivato un colpo ma poi mi ha chiesto scusa”, ridimensiona Ganau. Intanto piovono insulti tra i piani e i consiglieri. Uno spettacolo poco edificante che Cocco sintetizza così: “Un casino che non fa bene a nessuno”.