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La rabbia del sindaco dopo gli incendi a Bonorva. Il sindaco di Bonorva, Massimo d’Agostino, ha espresso forte delusione e rabbia nei confronti della Regione,… Continua a leggere
Conosciuta anche come ‘Onorva in sardo, Bonorva è un comune della provincia di Sassari, in Sardegna, denominata dallo studioso Giovanni Spano la Siena sarda.
La storia di Bonorva
Abitata sin dall’età preistorica, il comune divenne un importante centro durante il periodo della civiltà prenuragica e nuragica, testimoniando la presenza di antiche popolazioni che hanno lasciato tracce del loro passaggio. Durante l’epoca romana, Bonorva era un centro vitale, come dimostra la presenza di una significativa strada consolare che attraversava la regione, testimoniando l’importanza strategica del luogo. Nel Medioevo, appartenne al giudicato di Torres e fece parte della curatoria di Costaval, con Rebeccu come capoluogo, che oggi è una frazione di Bonorva. Nel territorio circostante sorgeva anche un’altra località, Terchiddo, che fu abbandonata nel 1665. Nel 1259, Bonorva passò sotto il controllo dei Malaspina, che governarono la regione dopo la fine del giudicato. Nel 1347, la regione fu teatro di un importante scontro tra i Doria e gli aragonesi, capeggiati da Guglielmo di Cervellon, nella battaglia di Aidu de Turdu. Nonostante la sconfitta, gli aragonesi riuscirono a conquistare il territorio successivamente. Durante il periodo di dominio spagnolo, fu nominata contea nel 1630, assegnata alla famiglia Ledà – Carillo. La contea fu poi incorporata nel marchesato di Villarios, comprendente anche Rebeccu e Semestene. Con l’abolizione del sistema feudale nel 1839, Bonorva fu riscattata agli Amat, ultimi feudatari della regione, segnando una nuova era nella storia del comune.