Grande festa a Usini per i 100 anni di zio Luigi Porcu
I 100 anni di zio Luigi Porcu di Usini. Ieri sera, Usini ha festeggiato il centesimo compleanno di zio Luigi Porcu, nato il 13 febbraio…
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Situato tra Logudoro e Nurra, Usini è un comune della provincia di Sassari famoso per il suo pregiato Vermentino, premiato a livello internazionale. Il paese vanta anche una ricca tradizione culinaria con pane cotto a legna, dolci tipici come “sos germinos”, “sos biscottos tostos” e “sas trabeas”.
Le radici di Usini affondano nel periodo neolitico, quando le popolazioni della cultura di Ozieri abitavano queste terre fertili. Le domus de janas di S’Elighe Entosu e altre testimonianze archeologiche parlano di un passato millenario, segnato da insediamenti umani che sfruttavano le risorse naturali e le condizioni geografiche favorevoli della regione. Durante l’età nuragica, Usini continuò a essere un centro di vita e di attività umane, come testimoniano le tombe con prospetto architettonico e i reperti rinvenuti sul territorio. La presenza romana e punica è riscontrabile attraverso reperti archeologici e tracce di insediamenti, confermando l’importanza strategica di questa zona nel corso dei secoli. Il Medioevo portò nuove sfide e cambiamenti per Usini, che visse sotto il dominio di varie famiglie feudatarie, tra cui i Centelles e i Cano-Cedrelles. Durante questo periodo, Usini fu coinvolto in vicende storiche cruciali, tra cui la peste e i conflitti feudali, ma riuscì a sopravvivere grazie alla determinazione e alla resilienza dei suoi abitanti. La resistenza contro il feudalesimo raggiunse il suo apice verso la fine del XVIII secolo, quando gli usinesi si ribellarono contro i tributi feudali e parteciparono attivamente agli eventi rivoluzionari che scossero la Sardegna. La lotta per la libertà e l’uguaglianza segnò un momento cruciale nella storia di Usini e diede voce alla volontà del popolo di emanciparsi dai vincoli feudali. Nel corso dell’età moderna, Usini assistette alla trasformazione del sistema agricolo e alla nascita della proprietà terriera. Il territorio fu frazionato e redistribuito, ponendo fine alla gestione comunitaria delle terre e aprendo la strada a nuove forme di organizzazione economica e sociale.
Le chiesette del paese, costruite tra XII e XIII secolo, testimoniano la profonda devozione della popolazione. Tra queste, la parrocchiale di Santa Maria Bambina, che custodisce statue, dipinti e un altare di legno policromo. A otto chilometri dal paese si trova la chiesa di San Giorgio di Oliastreto, risalente al XII secolo.