La San Martino Srl dichiarata fallita dal Tribunale di Sassari

Acqua minerale San Martino

Il fallimento della San Martino Srl di Codrongianos.

La San Martino Srl, storica azienda produttrice di acqua minerale, ha visto rigettare la sua proposta di concordato in continuità dal Tribunale di Sassari, che ha decretato l’apertura della liquidazione giudiziale, ossia il fallimento della società. La decisione è stata presa a causa delle numerose criticità rilevate nella proposta di concordato preventivo, aggravate dal fatto che, in fase di omologazione, i voti contrari espressi dall’Agenzia delle Entrate e da Krones Italia Srl, un importante fornitore di impianti industriali, hanno pesato in modo determinante sul risultato.

Il Tribunale ha nominato il curatore Gianfranco Sotgiu per gestire la liquidazione, mentre il giudice delegato alla procedura è Giovanna Maria Mossa. L’esame dello stato passivo è stato fissato per il 16 luglio. La San Martino ha ancora la possibilità di impugnare la sentenza presso la Corte d’Appello entro 30 giorni, ma la procedura di liquidazione continuerà nel frattempo.

Questa è l’epilogo di una lunga e difficile fase per l’azienda, che ha cercato di superare le difficoltà economiche nel corso degli anni, puntando sull’innovazione, l’installazione di nuovi macchinari e un restyling del marchio. Tuttavia, le criticità non sono mai state del tutto risolte, in particolare la disputa con la Provincia di Sassari riguardo al canone d’affitto dello stabilimento di Codrongianos, una vertenza che si è conclusa in Cassazione senza trovare una soluzione definitiva.

Nel 2024, dopo l’apertura della procedura di concordato, il commissario incaricato aveva espresso un parere negativo sul piano di fattibilità, segnalando anche delle omissioni relative a notifiche dell’Agenzia delle Entrate. Nonostante una modifica al piano, la mancanza di un’adeguata attestazione da parte del professionista incaricato ha impedito l’ammissione del concordato. Inoltre, sono state rilevate numerose irregolarità contabili, come errati inserimenti tra le immobilizzazioni finanziarie e una compensazione irregolare di crediti tributari. Con un passivo concordatario che supera i 19 milioni di euro e un realizzo previsto di circa 4,7 milioni, la situazione economica dell’azienda si è rivelata insostenibile. In assenza dell’omologa del concordato, la San Martino non avrebbe potuto proseguire l’attività, non essendo in grado di onorare i propri debiti.

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