All’Asinara il Festival Diving: il programma e i protagonisti

L’evento dal 26 al 29 settembre.

Raccontare il mare a fondo – nel senso più letterale del termine e da differenti angoli prospettici – per attivare processi di promozione del paesaggio marino come bene culturale di cui il mondo del diving è rivelatore e interprete. All’Asinara va in scena Festival Diving – Il paesaggio marino secondo me. Organizzato dalla Federazione italiana delle attività subacquee, la Regione Sardegna, il Parco nazionale e l’Area marina protetta dell’Asinara, è il primo festival in Italia dedicato al paesaggio marino raccontato nei suoi aspetti più profondi.

Quello che andrà in scena dal 26 al 29 settembre sull’isola-parco sarà una sorta di “numero zero” per un evento destinato a diventare un appuntamento fisso e a rappresentare uno spazio di riflessione dal respiro geografico più ampio possibile. È l’ambizione degli ideatori, a iniziare dalle attività private di diving del Nord Ovest Sardegna per proseguire con gli enti e le istituzioni che per la prima volta si alleano per promuovere e valorizzare una parte di territorio cui spesso si guarda in maniera parziale e settoriale. Il contatto diretto e l’esperienza profonda offerta dal diving diventa strumento a disposizione di tutti per una riflessione che favorisca la valorizzazione e la definitiva affermazione di una risorsa straordinaria sul piano ambientale e del marketing territoriale.

Il programma.

Festival Diving promuove una nuova prospettiva di fruizione del territorio attraverso iniziative che implementano e valorizzano i servizi già attivi nel Golfo dell’Asinara ed esaltano luoghi e paesaggi meno frequentemente inseriti nei circuiti turistici. Accanto alle attività di aggiornamento riservate agli addetti ai lavori, sono previsti appuntamenti a tema dedicati alle unicità del territorio.

Il primo giorno, dopo la sistemazione in hotel e il brindisi di benvenuto, alle 16 i lavori iniziano al Museo della Tonnara di Stintino. Ai saluti delle autorità e alla presentazione del festival a cura di Mario Vivo seguirà la proiezione di alcune opere appena presentate al Festival del cinema di Venezia: “#StopSingleUsePlastic – Non c’è più spazio per fregarsene”, che si oppone all’uso delle plastiche monouso, e “#StopMicrofibre – Per il mare ogni lavaggio è una tortura”, sul problema delle microfibre rilasciate dai tessuti sintetici in lavatrice. Conclude la sessione “L’altro pianeta”, elaborato dall’equipe di Alberto Angela, che inquadra e descrive gli ecosistemi marini, il loro ruolo ecologico e le problematiche correlate alla pesca illegale e all’inquinamento. Alle 18 la chiusura dei lavori e la visita al museo. Dopo cena in hotel dedicato al ballo sardo.

Il secondo giorno si sbarca all’Asinara per una visita al Parco nazionale e all’Area marina protetta, con oltre venti zone di ancoraggio per le immersioni, cuore del festival diving. In serata si torna a Stintino. Il terzo giorno si parte con un po’ di tempo libero e la possibilità di partecipare ad alcune attività di animazione nelle acque antistanti la spiaggia della Pelosa.

Alle 15 nella sede del Parco nazionale dell’Asinara, a Porto Torres, prenderà il via la tavola rotonda “Il paesaggio marino secondo me”. Alle 16.30 la vista alla Basilica di San Gavino, la chiesa romanica più grande e antica della Sardegna. A seguire la visita del complesso di Monte d’Accoddi considerata unica in Europa e nell’intero bacino mediterraneo, accomunata a una ziggurat mesopotamica. Si prosegue per le aree funerarie di Su Crucifissu Mannu, scavate su un banco di roccia calcarea che comprende almeno ventidue domus de janas. Si chiude con la visita al centro storico di Sassari, primo nucleo urbano della città, anticamente delimitato dalla cinta muraria. L’ultimo giorno è dedicato a “I paesaggi produttivi”, evento ospitato dall’Hotel Roccaruja e dedicato alla degustazione dei produttori dell’artigianato alimentare e delle produzioni enologiche, a cura di Confcommercio Nord Sardegna.

I protagonisti.

Gianni Sole, presidente di Confcommercio Nord Sardegna

“Abbiamo sposato l’iniziativa perché ci è piaciuta subito, è un anno zero ma speriamo che in futuro prosegua. Oggi il turismo in Sardegna è solo mare, ma così si consente di far conoscere a chi viene da fuori anche altre eccellenze, consentendo quel graduale processo di destagionalizzazione che auspichiamo”.

Marco Lerna, vicepresidente della Federazione italiana attività subacquee

“Massimo Coa, cui spetta l’ideazione dell’evento, ci ha contattato per promuovere l’attività e ci siamo messi subito al lavoro, lasciandoci convincere dall’idea che la Sardegna ha una capacità di attrattiva turistica subacquea fortemente radicata. Abbiamo fuso in una sola manifestazione l’amore per il mare e l’ecologia e la passione per il territorio, creando un appuntamento che lo valorizza e restituisce valore alle aree protette, specie a un tesoro come l’Asinara”.

Massimo Coa, ideatore dell’evento

“Certi contesti ambientali sono parte della nostra cultura da tempi remoti. Esiste una cultura del mare, ma ancora non è vero motore di sviluppo, elemento su cui si articolano prospettive future. L’Asinara ha un potere evocativo ampio, il suo Golfo è una destinazione ambita, vogliamo smontare il mito secondo cui fare immersione qui sia molto caro: vogliamo dimostrare il contrario. Nel Parco e nell’Area marina dell’Asinara abbiamo trovato un interlocutore sensibile”. 

Vittorio Gazale, direttore del Parco nazionale e responsabile dell’Area marina protetta dell’Asinara

“Siamo onorati della scelta dell’associazione, la nostra area marina protetta è molto conosciuta in ambito nazionale, questa manifestazione ci ha convinto molto perché coinvolge il territorio che incornicia l’isola, creando una nuova consapevolezza sulle potenzialità di questa realtà”.

Gianni Russo, presidente del Consorzio turistico Golfo dell’Asinara

“Abbiamo colto subito l’importanza e la prospettiva, il mondo economico, della ricettività, della ristorazione, dei servizi turistici è particolarmente attento alle tematiche legate all’ambiente, la presenza di un simbolo come l’Asinara è uno degli stimoli principali per cui i turisti vengono a visitarci. Questa zona è tuttora sottoutilizzata, ma l’abbinamento tra ambiente, cultura e territorio può essere la chiave, e su questo chiediamo alle istituzioni – a iniziare dalla Rete metropolitana di Sassari – di seguirci e supportarci”.

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