Assalto al portavalori di Siligo, un anno dopo ancora nessun colpevole

Assalto portavalori Siligo

Un anno fa l’assalto al portavalori di Siligo.

A un anno dall’assalto al portavalori sulla strada statale 131, il commando che il 31 gennaio 2024 seminò il panico vicino Siligo rimane ancora senza volto. Le indagini proseguono, ma finora non hanno prodotto risultati.

Quel giorno, una banda armata e addestrata agì con precisione militare, bloccando la strada con catene d’acciaio e un autocompattatore per fermare una colonna di tre blindati della società di vigilanza Vigilpol. La reazione delle guardie giurate fu immediata, ma la violenza del commando, armato di kalashnikov, rese vana ogni resistenza. Un assalto durato circa mezz’ora, con un bilancio di almeno 5 feriti tra i vigilantes e un bottino di circa 4 milioni di euro.

Gli inquirenti, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari, hanno ricostruito con precisione ogni fase dell’attacco poche ore dopo l’assalto, ma gli autori restano ancora nell’ombra. L’ipotesi di una matrice sarda trova conferma nelle testimonianze degli automobilisti sequestrati, che hanno riferito di un accento locale nei comandi impartiti dai banditi.

Uno degli elementi più inquietanti è stata la presenza di un borsone contenente esplosivo già innescato, abbandonato dai rapinatori prima della fuga. Un dettaglio che rafforza l’idea di un piano studiato nei minimi particolari, con una preparazione degna di unità paramilitari. La fuga è stata altrettanto rapida: due auto rubate erano state incendiate nelle campagne tra Ardara e Mores, cancellando ogni traccia utile.

La storia si ripeterà. A fine giugno, un commando armato assaltò la Mondialpol di Caniga, nella periferia di Sassari, pronto a uccidere per fuggire con un bottino stimato in 20 milioni di euro. Vestiti di nero, armati di kalashnikov, hanno sfidato le Forze dell’Ordine in un’azione spietata e del tutto simile a quella di Siligo.

Gli investigatori continuano a scavare nei dettagli, ma il muro di omertà e la mancanza di impronte digitali o tracce genetiche complicano il lavoro. A un anno di distanza, l’assalto di Siligo resta un enigma senza soluzione.

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