Caccia al tesoro nel sottosuolo comunale, la ricerca a Osilo

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Il tesoro nascosto nel sottosuolo di Osilo.

Dopo quattro anni dal primo tentativo e una successiva richiesta nel 2022, un’istanza per l’autorizzazione a ricerche minerarie nel territorio di Osilo è stata nuovamente presentata. La domanda, protocollata dalla Regione Sardegna il 27 settembre 2024 e dal Comune di Osilo il 20 febbraio scorso, porta il nome del progetto originario: “Sa Pedra Bianca”. A presentarla è la società “Valmisa srl”, presieduta dal geologo Francesco Manca, lo stesso professionista che aveva firmato le due richieste precedenti.

L’area interessata dall’indagine copre questa volta 3.135 ettari, estendendosi oltre Osilo e comprendendo porzioni dei territori di Ploaghe e Cargeghe. La prima richiesta, avanzata nel 2021, riguardava 1.200 ettari, poi ampliati a 3.008 nel 2022, ma limitati al solo territorio di Osilo. Il perimetro individuato forma un’ampia zona che si sviluppa a sud-est del paese, toccando località come “Bevegalza”, “Orolacche”, “Punta de Ferranda” e le aree adiacenti al lago di Bunnari.

I metalli e minerali oggetto della ricerca includono piombo, zinco, rame, nichel, cobalto, stagno, antimonio, oro, argento, zirconio, titanio e terre rare. Nella richiesta di verifica di impatto ambientale (Via), presentata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, compaiono anche quarzo e feldspato. L’istanza ministeriale, depositata il 24 gennaio scorso, ha richiesto un’integrazione documentale il 17 febbraio.

Sulle precedenti richieste di autorizzazione si erano già espressi l’Assessorato agli Enti Locali della Regione e la Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Soprintendenza, sottolineando i vincoli esistenti nell’area interessata. Il territorio di Osilo è infatti soggetto a tutela dal 1968, quando un decreto ministeriale ne ha riconosciuto il notevole interesse pubblico. Altri vincoli riguardano le fasce di rispetto per laghi, fiumi, foreste e zone di rilevanza archeologica e paesaggistica.

Nel frattempo, la legge 115/2024 sulle “materie prime critiche di interesse strategico” ha introdotto una procedura accelerata per le attività di ricerca mineraria. Tuttavia, la Regione Sardegna ha impugnato il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale. Ritenendo che violi le proprie competenze e limiti la possibilità di tutelare il territorio e il paesaggio dell’isola.

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