Code dalla mattina presto e disagi continui, rinnovare la carta d’identità a Sassari può diventare una lotteria

Code dalla mattina presto e disagi continui, rinnovare la carta d'identità a Sassari può diventare una lotteria

Le difficoltà del Punto Città.

Ultimamente a Sassari rinnovare la carta d’identità sta diventando un’impresa titanica. Un affare arzigogolato che ha suscitato molteplici malumori, che poi si tramutano in veri e propri reclami. Per poter fare il documento, da alcuni anni, come si sa, digitale, è necessario fissare un appuntamento. Il che è perfettamente normale se si considera che la medesima condizione si verifica ormai pressochè ovunque in Italia.

Ma spesso per rinnovare il documento bisogna aspettare circa 2 mesi, perché il calendario degli appuntamenti è pieno. Il Punto città di Sassari offre un’alternativa per chi ha particolarmente fretta. Alle 8:30 vengono distribuiti 5 numeri per le persone senza appuntamento, alle quali viene naturalmente consigliato di mettersi in fila prima dell’apertura degli uffici.

Con il risultato, però, che spesso, fin dalla mattina presto, si vedono persone assembrate e code. Il nervosismo talvolta è palpabile. E il disagio è acuito quando, una volta aperti gli uffici, il tabellone elettronico, che dovrebbe indicare le priorità, è spento.

Per la verità il tabellone non funziona ormai da due anni e la lacuna è sopperita da una segretaria, che all’ingresso distribuisce i numeri e i moduli. Lo scenario che si crea è molto simile a quello che si può vivere all’interno della sala d’attesa di un medico. Con il rischio che fiocchino inevitabilmente le incomprensioni tra i cittadini.

Una situazione difficile per la quale il consigliere Mariolino Andria, capogruppo leghista nella minoranza, ha chiesto di avviare un’indagine conoscitiva sullo stato del Punto Città e ”di tutti gli sportelli pubblici dei servizi al cittadino in termini di procedure, tempistiche, con una particolare attenzione ai tempi di rilascio della carta d’identità”, come si legge all’interno della lettera protocollata in Comune. Aggiungendo come il servizio al cittadino risulti negli ultimi tempi “inefficace e lacunoso”.