Maltrattava da anni la moglie, noto politico di Porto Torres condannato

Maltrattamenti e violenze verso i loro figlioletti, genitori condannati a Sassari

Condannato un 40enne di Porto Torres.

Stanca ed esasperata dai continui maltrattamenti del marito lo ha denunciato. Una brutta vicenda che ha per protagonista un esponente politico del centrodestra a Porto Torres, che nei giorni scorsi ha preferito patteggiare un anno e 4 mesi davanti al giudice del tribunale di Sassari.

La vicenda.

L’uomo, un 40enne conosciuto nel centro turritano per l’attività politica, aveva preteso che la moglie gli stirasse una camicia. Al rifiuto, non affatto gradito, si era recato al contatore della luce staccando la corrente elettrica. La donna, non dandosi per vinta, aveva riallacciato l’energia, successivamente rimessa fuori uso dal marito che aveva staccato il contatore esterno lasciando la donna e la bambina tutto il giorno senza corrente.

La sentenza.

I maltrattamenti, ad onor del vero, andavano avanti da tempo e si sarebbero verificati tra il settembre del 2019 e il luglio del 2020. Atti che sono sfociati anche in violenze fisiche con percosse, calci e spintoni. Per questo, In accordo con il suo legale, ha deciso di patteggiare un anno e 4 mesi alla quale si aggiunge il divieto di avvicinamento alla moglie e alla casa coniugale.

La richiesta di dimissioni.

Del caso si è discusso anche durante l’ultimo Consiglio comunale. Il sindaco, Massimo Mulas, ha chiesto al consigliere un passo indietro, che non è arrivato. Alla richiesta del primo cittadino si è allineata anche la vice sindaca, Simona Fois, gli assessori e alcuni consiglieri di minoranza.

La replica.

“Ognuno di noi ha un proprio percorso, costellato di eventi. E proprio a questi eventi si reagisce in modo soggettivo, sulla base di ciò che si sta subendo. Proprio per questo nessuno dovrebbe permettersi di giudicare – ha affermato l’esponente politico -. Spesso certe scelte estreme sono fatte per non perdere il rapporto con i figli. E ciò che non si ricorda è che spesso sono le persone intrappolate nel dolore e nella disperazione a compierle. Bisognerebbe aiutarle invece di criticarle“.