La casa a Genova, i risparmi e la polizza: il movente dietro l’omicidio di Speranza

Dallo studio sugli insetti le ultime verità sulla morte di Speranza

L’omicidio di Speranza Ponti.

Da dicembre a gennaio ha prelevato dal suo bancomat 5mila euro. E forse si aspettava di incassare una parte dalla polizza assicurativa o della vendita della casa che aveva a Genova. Prende sempre più corpo l’ipotesi che dietro l’omicidio di Speranza Ponti, la 50enne di Uri, trovata senza vita alla periferia di Alghero, ci siano i soldi.

Quelli che si aspettava di poter avere Massimiliano Farci, il compagno della donna, in carcere con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Farci, 53 anni di Assemini, che ad Alghero gestiva una pizzeria nella quale lavorava la stessa Speranza, continua a difendersi sostenendo che si tratti di un suicidio. E che lui abbia solo nascosto il corpo.

Una verità difficile da credere e sulla quale si stanno concentrando gli sforzi del Ris di Cagliari e del medico legale, che ha effettuato diversi rilevamenti sul corpo di Speranza. Riscontri per i quali sicuramente occorrerà aspettare ancora tempo, per riuscire davvero a capire cosa sia successo da quel 6 dicembre, da quando non si hanno più avuto notizie di Speranza.