Dal suo ritorno in campo alle prime grandi battaglie per Sassari all’emergenza coronavirus: un anno di Campus da sindaco

Le tensioni con la maggioranza, l'apertura ai 5 Stelle, le sfide che attendono ora il Campus bis a Sassari

Il primo anno del sindaco Campus.

Il ritorno di Nanni Campus, sulla scena politica di Sassari, non è stata certo una novità. C’è chi lo aveva già intuito durante il naufragio dell’amministrazione di Nicola Sanna, chi auspicava la sua risurrezione politica già dopo i 5 anni di Gianfranco Ganau, chi dava per certo che si sarebbe candidato. Pochi mesi prima delle amministrative, la conferma era arrivata chiara: Campus si ricandida sindaco.

Immediatamente si era messa in moto la macchina della propaganda con numerosi manifesti che avevano tappezzato il cuore e la periferia della città in vista della prima tornata elettorale il 16 giugno. Un vantaggio non da poco in un contesto di lotta intestina tra i principali schieramenti. Da una parte il centrosinistra con la proposta dell’ex magistrato Mariano Brianda. Dall’altra, il centrodestra con Mariolino Andria. Se in casa Pd si è dovuto faticare non poco per arrivare alla chiusura delle alleanze, altrettanto è avvenuto nel centrodestra con il veto del commissario leghista, Eugenio Zoffili, spezzato da un blitz tra gli alleati e la stessa Lega.

Per rieleggere Campus, tuttavia, fu necessario andare al ballottaggio il 30 giugno successivo. Il centrosinistra si fermò al 34,06%, il centrodestra al 16,31%, i civici al 30,54% ed infine il 14,43% per il Movimento 5 Stelle. Percentuali irrilevanti, invece, per altre 3 liste che, sommate, arrivano al 4,67%.

Al secondo turno, Nanni Campus venne confermato con il 56,22% delle preferenze contro il 43,78% di Mariano Brianda. Complessivamente 24.674 voti per i civici contro i 19.211 voti per il centrosinistra. Un ribaltone clamoroso considerato il dato iniziale. Ma non troppo se, affiancato al numero degli elettori, si valuta il numero dei votati, ovvero il 40,97% con oltre la metà degli aventi diritto che sono rimasti a casa.

I big della politica di Sassari plaudono al nuovo corso del sindaco Campus

Un anno denso di eventi e talvolta di colpi di scena. Il primo in ordine di tempo quello sull’istituzione di una nuova Ztl, con qualche malumore legato alla nuova perimetrazione ,che ha previsto la parte bassa del centro storico e non più l’area ottocentesca di piazza Castello.

Non sono mancate le polemiche anche per la realizzazione di un ponte per la realizzazione della nuova Metrotranvia che collegherà Santa Maria di Pisa a Li Punti, passando per Sant’Orsola. Un percorso lungo 1.915 metri con tempi di realizzazione previsti di 26 mesi ed un costo stimato intorno a 34.850.000 euro. Bocciata invece la seconda soluzione, che prevedeva un progetto leggermente più lungo, ovvero di 2.000 metri. Per realizzarla sarebbe servito un mese in più ed il costo sarebbe stato di 35.500.000. 

Sassari dichiara guerra al fumo, niente sigarette nelle aree pubbliche

E, ancora, la gestione dell’emergenza coronavirus con un duro monito ai medici di base colpevoli di aver abbandonato i propri pazienti e il divieto, per gli sportivi, di potersi allenare all’aperto durante la fase di lockdown. Ordinanze più o meno condivisibili, come l’ultima che ha sancito il divieto di fumo nelle aree pubbliche. Un provvedimento a tutela della salute dei cittadini e delle cittadine, anche in relazione alle numerose file che si sono create vicino agli esercizi pubblici a seguito dell’emanazione delle norme di contrasto al coronavirus.