Sara Campanella uccisa da uno stalker come Monica Moretti a Sassari

Sara Campanella

Il femminicidio di Sara Campanella che rievoca quello di Monica Moretti.

Il femminicidio di Sara Campanella, studentessa 22enne uccisa a Messina dall’uomo che la perseguitava da tempo, rievoca il terribile delitto di Monica Moretti, avvenuto a Sassari il 23 giugno 2002. Anche lei fu uccisa dal suo persecutore, quando ancora lo stalking non era ancora stato introdotto nel codice penale italiano, il quale arrivò solo nel 2009.

Monica Moretti aveva 38 anni ed era una dottoressa che lavorava all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Da tempo veniva perseguitata dal suo ex paziente, Raimondo Gaspa, 31enne che non si era rassegnato al fatto che quelle attenzioni non erano corrisposte da lei. La Moretti fu massacrata nella sua camera da letto con 50 coltellate dal 31enne, che confessò che lo ha fatto perché non tollerava di essere stato respinto. L’assassino della Moretti, dopo aver scontato la sua pena, nel 2024 è finito di nuovo nei guai per atti persecutori contro un’altra donna.

Ai tempi del delitto, il killer ammise che lui la chiamava spesso, ma lei non voleva saperne di lui, così un giorno decise di introdursi a casa di Monica. La donna fu anche presa a pugni e strangolata, poi l’uomo tentò di bruciare la casa per cancellare le tracce del delitto. La Moretti fu trovata sul letto con un coltello conficcato in gola. Aveva addosso un costume da bagno, perché si stava recando al mare. Dalle indagini si scoprì una verità agghiacciante: nei giorni precedenti il femminicidio la chiamava anche 30 volte al giorno. Lo stesso anno ci fu anche il terribile omicidio di Elisabetta Naddeo a Tempio, anche lei uccisa da uno stalker.

Due delitti che ricordano tantissimo quello avvenuto il 31 marzo scorso a Messina, dove una studentessa è stata accoltellata in strada dal suo stalker, che non si rassegnava al fatto che la 22enne non voleva saperne nulla di lui. Un femminicidio che ha scosso tutto il paese e che ha riaffiorato la rabbia e il dolore espressi dopo l’omicidio di Giulia Cecchettin, del novembre 2023. Un delitto che ha mostrato che purtroppo in Italia le donne continuano a morire in quanto donne, perché quella libertà di poter dire di no, non è ancora tollerata dove la cultura dello stupro è ancora forte.

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