Sassari città metropolitana sul modello di Cagliari: pronto il disegno di legge. I comuni che ne faranno parte

La Sardegna passa in zona bianca. Dagli spostamenti alle attività: le nuove regole

La proposta dei consiglieri Piu e Satta.

I consiglieri regionali Antonio Piu e Gianfranco Satta presentano la loro proposta per istituire la città metropolitana di Sassari.

Una proposta di legge per “rispondere alle giuste richieste del territorio sassarese ed in particolare dell’area vasta di Sassari – spiegano i due consiglieri – che da tempo e con forza chiede il riconoscimento quale seconda area metropolitana della Regione”

La proposta di legge prevede l’istituzione della città metropolitana di Sassari secondo il modello già utilizzato per la città metropolitana di Cagliari, ossia un modello ristretto, non coincidente con il territorio della Provincia di Sassari ma riferito al perimetro dei comuni di stretta prossimità territoriale e connessione economica e sociale.

I comuni interessati sarebbero quindi, oltre a Sassari, Alghero, Porto Torres, Sorso, Sennori, Castelsardo, Stintino, Valledoria, Viddalba, Santa Maria Coghinas, Osilo, Muros, Ossi, Tissi, Usini, Uri, Olmedo, Sedini, Tergu, Putifigari, Ittiri e Thiesi, Nulvi e Ploaghe. 

L’aspirazione dei territori del Nord-Sardegna a diventare Città metropolitana è legittimata dal possesso di tutti i pre-requisiti necessari. Infatti l’area può contare sulla presenza di una storica Università, dell’Accademia delle Belle Arti, del Conservatorio musicale, Camera di Commercio, Tribunale e Corte d’appello, di un Polo sanitario di primo livello, di un sistema integrato di comuni, di porto, aeroporto e un asse stradale che collega la costa orientale a quella occidentale.

“Il territorio si contraddistingue anche per il suo valore ambientale, testimoniato dalla presenza del Parco nazionale dell’Asinara e quello regionale di Porto Conte con le rispettive AMP. Il tessuto produttivo è inoltre caratterizzato dall’esistenza di un fitto sistema di piccole e medie imprese e numerosi distretti industriali, che potrebbero così cogliere le occasioni fornite dalle ulteriori risorse finanziarie disponibili sia a livello europeo che nazionale,  per consolidare le loro specificità e contribuire in misura ancora più significativa ad una crescita economica sostenibile e duratura” concludono i consiglieri.