Seconde case in Sardegna: “Senza controlli bloccare gli arrivi”

La nuova ordinanza per arrivare in Sardegna, dubbi e risposte alle domande più comuni

Le dichiarazioni dei consiglieri del Movimento 5 Stelle in Sardegna.

I consiglieri del m5s Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, Desirè Manca, Alessandro Solinas spiegano le ragioni dello scontro andato in scena ieri in Consiglio regionale sugli arrivi per raggiungere le seconde case in Sardegna.

“Il copione è già visto e i sardi lo ricordano perfettamente: allo scattare dei divieti nelle zone rosse, l’anno scorso, migliaia di persone hanno preso d’assalto i traghetti per raggiungere la Sardegna – commentano i consiglieri – . Ad aver dimenticato le conseguenze di questi arrivi indiscriminati è però la maggioranza in Consiglio regionale, che ieri ha detto no alla possibilità di impedire l’ingresso sull’isola ai proprietari di seconde case. Come abbiamo avuto modo di verificare, il sistema dei controlli nei porti, ad esempio ad Olbia, è già saltato, pertanto consentire ai residenti nelle zone rosse di trascorrere la Pasqua in zona bianca è un azzardo che non possiamo permetterci. Ma soprattutto non si capisce perché il Presidente Solinas, non abbia emanato un’ordinanza per impedire l’arrivo dei proprietari di seconde case come ha fatto la Valle d’Aosta. È esattamente questo il nodo della discordia che ieri non ha permesso all’Aula di firmare un ordine del giorno unitario per ridurre il rischio di aumento dei contagi legato a questi nuovi arrivi in Sardegna”.

“La domanda a questo punto sorge spontanea: quali interessi guidano le scelte politiche della maggioranza? Perché non si vuole tutelare la salute dei sardi anche con i fatti e non soltanto a parole? Perché impedire l’arrivo nelle seconde case in questo delicatissimo momento risulta così scomodo al Presidente Solinas?”, continuano.

“La Regione Sardegna non ha la capacità di processare 10mila test al giorno, né di controllare che altrettanti passeggeri rispettino l’obbligo di fare i test entro 48 ore dall’arrivo nell’isola. Pensiamo a un turista con destinazione finale in un piccolo centro della costa o dell’interno, dove andrà a effettuare il test per comunicare la sua negatività all’Ats? Quindi, le cose sono due: o si ha la certezza assoluta di controllare tutti gli ingressi, anche in tutti i porti turistici della Sardegna, oppure è necessario bloccare gli arrivi in questa fase delicatissima per salvaguardare il diritto alla salute dei sardi e la stagione turistica alle porte, unica ancora di salvezza per la nostra economia ridotta allo stremo”.