Dalla spesa al doppio lavoro, ecco cosa facevano alcuni dipendenti ad Alghero

Furbetti del cartellino ad Alghero, rientra a lavoro uno dei tre indagati

L’indagine della Guardia di finanza.

E’ scoppiata la bufera sul Comune di Alghero dopo l’indagine sull’assenteismo della Guardia di finanza di Sassari. Dopo riprese video e numerosi pedinamenti i finanzieri hanno ricostruito cosa facevano i dipendenti del Comune mentre dovevano essere al lavoro.

Timbravano il cartellino e se ne andavano, bufera sul Comune di Alghero

E’ il caso di una dipendente che, dopo aver timbrato l’ingresso in ufficio, usciva per fare la spesa intrattenendosi col proprio consorte facendo, al termine, rientro presso la propria abitazione.

Un altro dipendente, sempre dopo aver segnato la propria presenza in ufficio, usciva, trascorrendo gran parte della propria mattinata in un vicino bar dove, dopo aver consumato la colazione, si intratteneva per diverse ore leggendo il giornale, unitamente ad altre persone.

Peculiare poi è il caso del terzo dipendente indagato il quale, dopo aver attestato la propria presenza in ufficio timbrando il badge, si recava con la propria autovettura privata presso una via del centro cittadino, ove di fatto gestiva, unitamente alla sorella, una società di autonoleggio, coadiuvandola nelle pratiche d’ufficio per poi dirigersi presso l’Aeroporto di Fertilia per l’amministrazione del parcheggio privato gestito dalla società. Lo stesso risultava così ufficialmente, per tali periodi, in servizio presso il Comune mentre svolgeva di fatto un secondo lavoro all’insaputa dell’Ente di appartenenza.

La pericolosità delle condotte illecite rilevate ha quindi portato la Procura della Repubblica di Sassari a richiedere ed ottenere, dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, l’applicazione di due provvedimenti di misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici, prontamente notificati agli interessati nei giorni scorsi.

Per il terzo indagato non si è ritenuto procedere all’applicazione della citata misura cautelare, in quanto lo stesso ha provveduto ad auto sospendersi dal proprio impiego a seguito dell’interrogatorio reso dinanzi all’Autorità giudiziaria, chiedendo al Comune ed ottenendo un periodo di aspettativa non retribuita.

La tutela delle risorse dello Stato e il contrasto alle frodi alla pubblica amministrazione sono compiti prioritari per la Guardia di finanza in quanto tali comportamenti fraudolenti danneggiano doppiamente i cittadini onesti provocando da un lato un aumento della spesa pubblica e dall’altro rendendo un cattivo servizio alla comunità.