Da carpentiere ad Ozieri ad ambasciatore della cucina italiana

Da carpentiere ad Ozieri ad ambasciatore della cucina italiana

La storia di Monserrato Marini.

Lo senti parlare e capisci che la fame di successo è ancora tanta, nonostante i grandi progressi già ottenuti: non è da tutti nella vita passare da fare il carpentiere per qualche impresa edile di San Nicola, quartiere di 3.000 anime ad Ozieri a diventare ambasciatore della cucina italiana nel mondo, lavorando per i migliori ristoranti di lusso di Dubai.

Questa è la storia di Monserrato Marini, 43 anni, originario di Ozieri.
Ottavo figlio di una famiglia umile con madre casalinga e padre che si adattava a fare quello che gli usciva alla giornata, Monserrato cresce nel quartiere di San Nicola. Un ragazzo, socievole, intraprendente. Come tanti suoi coetanei entra nel mondo del lavoro facendo il carpentiere, ma questo lavoro gli sta stretto. Da subito.

Decide quindi di prendere in gestione un bar ad Ozieri e lì si rende conto della sua passione per la cucina. Lascia il bar e lavora come stagionale in alcuni ristoranti in Costa Smeralda, nei quali apprende velocemente le basi della cucina, quella di livello.

Il trasferimento a Londra.

A 27 anni decide di trasferirsi a Londra: parte da solo e dopo un mese lo raggiunge Rita, sua paesana e futura moglie. A Londra, Monserrato viene assunto in un ristorante come aiuto cuoco e dopo appena tre mesi, aveva imparato tutto ciò che gli competeva.

“Ho scelto di dedicarmi alla cucina perché fare il carpentiere non mi piaceva. Non volevo fare quello nella vita – spiega il giovane -. Mi sono sempre reso conto della mia passione per la cucina, anche quando la domenica si facevano i pranzi in famiglia: osservavo mio padre cucinare l’arrosto o mia madre fare i piatti tipici sardi. Quando ho preso il mio bar ad Ozieri, ho capito che ero destinato a diventare uno chef“.

E lo diventa. In brevissimo tempo; Marini brucia tutte le tappe e a soli 29 anni è Executive Chef, di un ristorante londinese, al comando di venti persone. “Lavorare mi divertiva: più lavoravo, più guadagnavo. Rientravo a casa tardissimo la notte, ma ero affamato”, dice.

I riconoscimenti.

Monserrato inizia a ricevere prestigiosi riconoscimenti e a farli ottenere al locale per il quale lavora, tra i quali Best Hotel e Best Italian Restaurant. Ma ha bisogno di nuovi stimoli e dopo tre anni, cambia lavoro ed inizia in un ristorante londinese a tre piani.

“Dopo otto mesi da quando arrivai lì, passammo da duecento a quattrocento coperti. Avevo quaranta persone sotto, percepivo il doppio della paga di prima ed ho partecipato in tv a Masterchef Celebrity. Subito dopo, sono andato via da quel ristorante ed ho preso due locali miei in gestione in una delle vie più in di Londra, nella quale ho avuto modo di cucinare per vip internazionali”.

Il rovescio della medaglia è la poca presenza di Monserrato in casa, con Rita. Allora decide di diventare una sorta di “dottore dei ristoranti”: il suo nome ormai era famoso ed i locali lo chiamavano quando non guadagnavano abbastanza, per aumentare i profitti. Monserrato presta servizio presso di loro per tre mesi, pagato per un anno di lavoro e questo gli permette di trascorrere più tempo con la moglie, dalla quale avrà poco dopo la figlia Camilla.

La svolta.

La svolta arriva quando un giorno va a mangiare nel ristorante dove Monserrato lavorava, il proprietario del ristorante italiano Scalini di Dubai. Resta entusiasta della sua cucina e gli propone di lavorare per lui, in cambio di un contratto stratosferico. Un’offerta così, non si può rifiutare e a quel punto Monserrato, Rita e Camilla, che allora aveva appena un mese, partono per Dubai.

Lì la carriera dello chef italiano esplode: continuano ad arrivare riconoscimenti, ma soprattutto clienti nei locali dove lavora. Tanti clienti. Una media di 400 coperti al giorno per un costo minimo a persona intorno ai 400 euro. I costi sono presto fatti: Monserrato è una macchina da soldi anche per chi lo assume.

Lavora al Four Season Hotel, oltre che allo Scalini e appena due giorni fa, gli è stato conferito l’ennesimo riconoscimento: quello di Ambasciatore della cucina italiana, Ambassador of State, scelto tra i migliori chef al mondo.

Monserrato vive oggi circondato dal lusso. In un lussuoso appartamento di fronte al mare, ma conserva una grande dote: l’umiltà. Nei suoi profili social non ostenta mai lusso, né la sua condizione economica oggi privilegiata, risultato di tanto lavoro e sacrifici.

“Io vorrei rimanere a Dubai – dice – qui a giugno, luglio ed agosto abbiamo 55 gradi. Allora mando mia figlia dai nonni in Sardegna per non soffrire troppo il caldo. Amo la mia isola natale e sino ad un anno e mezzo fa, ovvero quando è iniziata la pandemia, ogni estate tornavo in Sardegna a farmi le ferie con la mia famiglia. Ma a Dubai ho il lavoro, qui abbiamo sempre lavorato nonostante il covid. Ci siamo tutti vaccinati e la nostra vita è andata avanti. Vedo qui a Dubai anche il futuro di mia figlia, che adesso ha quattro anni e parla l’inglese, l’italiano e l’arabo. Il sardo con mia moglie abbiamo deciso di non insegnarglielo, perché è il nostro linguaggio in codice, quando vogliamo dirci qualcosa che non vogliamo lei capisca. I miei progetti per il futuro sono di continuare a migliorarmi e lavorare ai massimi livelli”.