Da Bonorva il cuore dello spaccio di droga verso i comuni vicini, 21 indagati

Da Bonorva il cuore dello spaccio di droga verso i comuni vicini, 21 indagati

Spaccio di stupefacenti a Bonorva.

Stamattina i carabinieri di Bonorva, con il supporto del Comando provinciale di Sassari, lo squadrone eliportato cacciatori di Sardegna ed il Nucleo cinofili, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Sassari nei confronti di 7 indagati e notificato l’informazione di garanzia ad altri 10 per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

Nello specifico, si è provveduto a sottoporre alla misura degli arresti domiciliari 5 indagati (S.G cl. 87 di Bono, T.A cl. 78 di Bonorva, S.G cl. 91 di Bonorva, M.G cl. 82 di Bonorva, F.G cl. 93 di Bonorva) nonché all’obbligo di dimora altri 2 (D.M cl. 93 di Giave, S.S cl. 93 di Bonorva). L’operazione, convenzionalmente denominata “KM 170”, è il risultato di un’approfondita inchiesta anti-droga, durata un anno, condotta dai carabinieri di Bonorva sotto la direzione diretta del sostituto procuratore di Sassari, Giovanni Porcheddu.

Le indagini sono partite a seguito del ritrovamento di 400 grammi di marijuana in una casa cantoniera a Giave. I militari, attraverso pedinamenti ed osservazioni, nonché quelle di tipo tecnico, hanno accertare la presenza di una rete di spaccio a Bonorva e dintorni. I soggetti, dopo aver creato saldi legami con altri residenti a Bono e Alghero, acquistavano marijuana e cocaina per immetterlo nel mercato bonorvese.

Gli stratagemmi adottati dai malviventi gli hanno consentito di non fermarsi neanche durante la pandemia. Attraverso parole criptiche, incontri di persona e pagamenti dissociati dalla cessione della droga erano riusciti a centralizzare sul territorio di Bonorva il mercato illegale degli stupefacenti fino ad allora poco esplorato e ramificato. Inoltre, nel corso delle indagini si è avuto modo di appurare che alcuni consumatori e rivenditori al dettaglio riuscivano a pagare le forniture di stupefacente con il Reddito di cittadinanza.

La droga, recuperata nel corso delle indagini e quella sequestrata durante le perquisizioni effettuate nella mattinata odierna, ammonta a 45,5 chili di marijuana, 600 grammi di hashish e 70 di cocaina. Inoltre, si è proceduto a deferire in stato di libertà due soggetti di Bonorva per detenzione abusiva di un fucile che non era stato regolarmente denunciato alle autorità competenti. Parte dell’operazione è stata svolta anche a Bitti, dove tre soggetti che detenevano 350 kg circa di marijuana sativa sono stati denunciati per il reato di vendita in violazione della normativa relativa alle modalità di trattamento e stoccaggio della cosiddetta canapa light.
L’intervento di oggi rappresenta un’azione decisa delle istituzioni volta a stroncare lo spaccio di droga nel territorio che, in questo caso, aveva assunto dimensioni preoccupanti soprattutto in quanto estremamente pervasiva del tessuto sociale, in particolare nel piccolo paese di Bonorva.