La nuova ordinanza per arrivare in Sardegna, dubbi e risposte alle domande più comuni

La nuova ordinanza per arrivare in Sardegna, dubbi e risposte alle domande più comuni

La nuova ordinanza per arrivare in Sardegna.

Con la nuova ordinanza del presidente della Regione, Christian Solinas, la Sardegna si chiude all’arrivo dei non residenti. Il provvedimento inasprisce ulteriormente le norme emanate una settimana fa.

Chi può arrivare in Sardegna dopo la nuova ordinanza della Regione?

L’ingresso in Sardegna con la finalità di recarsi presso le proprie abitazioni diverse da quella principale da parte di persone non residenti è consentito solo in presenza di comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute.

Qual è la procedura da seguire per arrivare in Sardegna?

Prima dell’imbarco dei passeggeri gli armatori dovranno acquisire e verificare, oltre alla ricevuta dell’avvenuta registrazione dei passeggeri sull’applicazione “Sardegna Sicura”, la documentazione attestante il possesso dei requisiti previsti dal Dpcm dello scorso 2 marzo concernente gli spostamenti dalle regioni di provenienza. Non potranno imbarcarsi, invece, quanti avessero la documentazione incompleta o non in possesso dei requisiti.

Dove dovrò fare il tampone ed entro quanti giorni?

I passeggeri che si sono sottoposti al tampone rapido antigenico al quinto giorno successivo a quello di sottoposizione al primo tampone presso le aree dedicate nei porti e aeroporti, o che si sono sottoposti al tampone molecolare entro 48 ore dall’ingresso nel territorio regionale, devono dare atto dell’avvenuto adempimento attraverso la piattaforma di Sardegna Salute.

Chi vigilerà sul controllo dei passeggeri?

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale supporta il personale sanitario di Ats nelle attività di monitoraggio e controllo delle certificazioni di avvenuta vaccinazione e di sottoposizione al tampone molecolare o antigenico, dichiarate dai passeggeri sulla piattaforma “Sardegna Sicura”. Le Società di gestione degli aeroporti e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, in coordinamento con i competenti organi statali, individuano all’interno degli scali le aree nelle quali il personale di Ats e del Cfva svolge le suddette attività di verifica.