Anche l’ordine dei medici di Sassari contro il maxiemendamento della Riforma.
Questa mattina l’Aula del Consiglio regionale ha approvato il primo dei 15 articoli del ddl sanità proposto dalla giunta, gli ordini dei medici della Sardegna chiedono una nuova audizione sul testo in discussione, perché la versione attuale del ddl presenterebbe modifiche rispetto a quella su cui avevano espresso parere. I lavori sono stati sospesi e riprenderanno martedì 4 marzo alle 10.
”Dopo essere stati auditi in Commissione Sanità in merito al disegno di legge 40 sulla riforma della sanità, abbiamo appreso, dalla stessa Commissione, dell’esistenza di un “maxiemendamento” con contenuti differenti rispetto al testo a noi sottoposto, con la richiesta di disponibilità e l’anticipazione di una nuova audizione su questi nuovi contenuti. Invece, dai media, veniamo a conoscenza della sostanziale conclusione dell’iter preparatorio della riforma, e quindi, di fatto, dell’impossibilità di pronunciarci su un testo di cui non conosciamo il contenuto”.
”Confidando sulla possibilità di un nuovo confronto in merito a tematiche tanto delicate e urgenti, lungi da entrare nel merito della progettualità politica, ribadiamo le considerazioni e sollecitazioni già espresse, in termini assai preoccupati e allo stesso tempo corali, in occasioni delle precedenti audizioni. Stante la precarietà e la nota sofferenza del Sistema sanitario regionale, vittima, tra l’altro, di lunghe fasi di “immobilismo” gestionale in occasione delle recenti riforme, riteniamo che, in questo momento, debba essere evitato qualsiasi provvedimento che possa in qualche modo rallentare le attività delle Aziende. Nella medesima ottica appare necessario rifuggire dalla creazione di ulteriori sovrastrutture centralizzate, che bloccherebbero ancora di più di quanto già avviene la gestione di attività aziendali vitali e ormai urgentissime”.
”Nel rinnovare la disponibilità a un confronto costruttivo, si porgono distinti saluti. Firmato Emilio Montaldo, Antonio Sulis e Salvatore Lorenzoni presidenti degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Cagliari, Oristano e Sassari”.