Peppino l’onnipresente, è il consigliere più amato (e detestato) di Sassari

Peppino l'onnipresente, è il consigliere più amato (e detestato) di Sassari

Il consigliere comunale di Sassari Giuseppe Palopoli.

Giuseppe Palopoli, noto Peppino, è il consigliere comunale più popolare di Sassari. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano, quasi tutti lo lodano. “Ricevo dai 50 ai 100 messaggi al giorno”, informa lui. Tutte segnalazioni dei sassaresi sulle criticità cittadine che Palopoli si attiva in prima persona per risolvere. E poiché i problemi del capoluogo turritano sono tanti, il consigliere sembra avere il dono dell’ubiquità. Dal Monte Rosello al centro storico a Luna e Sole è sempre presente a supervisionare lavori di bitumazione, sfalcio dell’erba, raccolta ingombranti e così via. Ogni volta ripreso da un anonimo cameraman. “E che male c’è a testimoniare quello che faccio?”, chiede. Ma qualcuno, tra i colleghi di Palazzo Ducale, l’accusa di appropriarsi delle iniziative altrui: “È falsissimo!”, s’inalbera. “Mi chiamano e io vado.”

Il presenziassimo di Palopoli.

Che Palopoli non manchi un appuntamento è un’evidenza testimoniata dalle decine di post su Facebook che ne rinviano le gesta: “Lavoro 24 ore al giorno, anche la domenica”, spiega lui. “Ce ne fossero come lei”, è la frase che si sente rivolgere più spesso per il suo attivismo all’opera, in realtà, anche al tempo della precedente governance di Nicola Sanna. Solo che in quegli anni, gli rimprovera qualcuno, le disfunzioni erano tutte da attribuire al sindaco e ora invece ai cittadini: “Me la prendevo con gli uffici. Ma ora ci sono io sul campo”. Una verità che potrebbero testimoniare gli assediati rappresentanti di giunta: “Stresso tutti i giorni l’assessora all’Ambiente Lugliè e il vicesindaco Meazza che spesso fa orecchie da mercante”. D’altra parte non può comportarsi altrimenti, la sua missione è “servire i cittadini”. Un compito appreso quando lavorava per l’ex ministro Pisanu, e che pratica oggi, a costo di un presenzialismo che a tanti risulta fastidioso.

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Non mancano le polemiche. L’ultima coi rappresentanti di Latte Dolce e Santa Maria di Pisa, due quartieri in cui è stato molto attivo di recente: “Parlano, parlano ma non fanno. Diceva mio padre: “Al cinema fa casino chi non paga”. Lui intanto prosegue per la sua strada, impermeabile alle critiche e ai cambi di casacca. “Rimango in Sassari Civica. Gli altri fanno i ballerini, dal gruppone ai gruppi, io no”. Fedele al sindaco Campus, cosa pensa dell’eventualità di ambire alla poltrona di primo cittadino? “Guardi, non so neppure se mi ricandido”. Potrebbero però chiederglielo, tra tre anni, i cittadini di cui, come ricorda lui stesso, “è un dipendente.”