Pagare le imposte con dei lavori: a Sassari la mozione sul baratto amministrativo

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La mozione sul baratto amministrativo a Sassari.

Il baratto amministrativo a Sassari come strumento di solidarietà tra pubblico e privato e come strumento per promuovere progetti di cittadinanza attiva. I Consiglieri comunali di Futuro Comune, Marco Dettori e Mariano Brianda, hanno protocollato una mozione attraverso la quale chiedono al sindaco l’impegno a predisporre quanto necessario affinché il Comune si doti di questo prezioso strumento.

Le parole del consigliere Dettori.

“Il baratto amministrativo – afferma il consigliere Dettori – è uno strumento che da la possibilità ai cittadini di contribuire al benessere della collettività barattando il valore di alcune imposte comunali con lavoro socialmente utile, realizzando forme di cittadinanza attiva, di partecipazione e di solidarietà. L’obiettivo è quello di radicare nella comunità forme di cooperazione attiva, rafforzando quel rapporto di fiducia tra la collettività e l’istituzione locale: riuscire a ripagare le imposte comunali con servizi verso la comunità significa andare incontro alle tante persone che in questo momento storico non riescono, o riescono a malapena, a preservare le risorse economiche per i bisogni primari, pur volendo allo stesso tempo rispettare le regole nel pagamento dei tributi”.

Strumento utilizzato in altre realtà.

Tale strumento è già ampiamente utilizzato in altre realtà come Milano, Bergamo e Bari, per citare le più grandi. Ma sono decine i Comuni che ne hanno usufruito con successo fin dalla sua nascita. Il Comune di Sassari ha a bilancio un fondo di crediti di dubbia esigibilità che ammonta a circa 100 milioni di euro e tale somma deriva in gran parte dal mancato pagamento di tributi convertibili in baratto. E’ indubbio che tra i cittadini che non pagano questi tributi, vi siano coloro i quali risultino essere oggettivamente impossibilitati a farlo a causa di enormi difficoltà economiche.

Il pensiero del consigliere Brianda.

“Sarebbe utile dare la possibilità a queste persone di poter veder riconosciuta la propria volontà di contribuire al bene comune anche quando non si riesca a farlo con i normali mezzi di pagamento – afferma il consigliere Brianda -. Sarebbe anche un buon strumento di ricompensa nei confronti di quei cittadini volenterosi che sempre più spesso compiono piccoli atti di manutenzione e di decoro urbano ma che, evidentemente non autorizzati, creano indiscutibilmente problematiche di natura gestionale nonché organizzativa nei diversi settori dell’amministrazione“.