Pericolo varianti, nel laboratorio di Sassari 15 tamponi sospetti

Il laboratorio di Sassari in prima linea a caccia delle varianti del coronavirus

Si procederà al sequenziamento dei tamponi.

Nel laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Aou di Sassari che prosegue così l’attività di monitoraggio delle varianti del coronavirus nel Nord Sardegna. Sono 15 i tamponi positivi Covid sospetti che, sottoposti a esame, hanno mostrato una reazione diversa da quella tipica della variante inglese. Per questo motivo, sono stati sottoposti a sequenziamento per una loro identificazione. I risultati saranno disponibili entro una decina di giorni.

Un primo sequenziamento è già stato eseguito in collaborazione con l’Aou di Cagliari e ha dimostrato, in un paziente in quarantena nel Nord Sardegna e appartenente a un cluster epidemico, la presenza di un coronavirus variante Delta, nota anche come variante indiana. La sequenza è stata depositata nella banca dati internazionale Gisaid e dallo studio comparativo filogenetico delle sequenze è risultata essere molto simile a 3 sequenze virali che circolano in Inghilterra, a 6 in Germania e 12 nel Lazio.

Preoccupa la variante Delta.

“Come noto – afferma il docente sassarese – ad oggi la variante inglese è la predominante. Nelle ultime settimane, tuttavia, abbiamo assistito in pre-screening alla comparsa di una variante che non era né inglese, né brasiliana, né sudafricana. È preoccupante, allora, il fatto che compaiano nuove varianti, come la Delta che si diffonde molto velocemente, nonostante vi sia un decremento dei casi positivi e la riduzione dell’incidenza in tutto il territorio nazionale. È quindi indispensabile continuare nella sorveglianza per circoscrivere immediatamente i focolai con le nuove varianti“.

Un piano per il monitoraggio del rischio epidemiologico.

Il laboratorio dell’Aou, che è centro di riferimento regionale Covid per il Nord Sardegna, inoltre, è pronto a partecipare assieme all’Igiene pubblica dell’Ats al piano operativo per il monitoraggio del rischio epidemiologico predisposto dalla Centrale operativa regionale. “Il nostro coinvolgimento – conclude Rubino – si inserisce all’interno dell’obiettivo regionale di analizzare, mediante metodiche molecolari, circa 2500 campioni giornalieri. Questi numeri ci consentirebbero di rimanere nella zona bianca, come indicato dalle linee ministeriali, a prescindere dal numero dei positivi”.

“Anche in questo caso – afferma il commissario dell’Aou Antonio Lorenzo Spano – la nostra azienda si pone da protagonista nella lotta al Covid. Questa è una fase delicata che deve avere la massima attenzione da parte di tutti, perché i piccoli focolai attivi richiedono interventi rapidi per essere spenti. Noi continuiamo a fare la nostra parte anche con i vaccini e contribuire a dare un supporto per arrivare il prima possibile all’immunizzazione generale”.