Pronto soccorso e ambulatori di Sassari: le misure per la ripartenza

La Sardegna appena sotto i 200 nuovi casi, ma aumentano i ricoveri

Le misure per la sicurezza.

In occasione dell’incontro che si è svolto nella sala Angioy per fare il punto sull’emergenza coronavirus a Sassari si è parlato anche della situazione nel pronto soccorso e delle misure negli ambulatori per la ripartenza.

Per quanto riguarda l’area del pronto soccorso l’Azienda di viale San Pietro sta agendo sul costante e necessario adeguamento delle procedure per rendere più efficiente la risposta, in considerazione anche dell’incremento degli accessi alla struttura di viale Italia. Questi ultimi sono passati dai 40 del periodo dell’emergenza, con un minimo di 25, ai 60-80 di questo ultimo periodo. “Ci stiamo preparando per sviluppare le procedure in base alle ultime linee guida della Società italiana di medicina dell’emergenza-urgenza – ha spiegato – per essere più efficienti nella capacità di risposta ed evitare il sovraffollamento. Probabilmente creeremo un’area filtro nell’astanteria del vecchio pronto soccorso che ci consentirà di gestire i pazienti stabilizzati in attesa di ricovero, senza intasare i reparti”.

Il commissario quindi si è soffermato sulla questione delle procedure, e ha chiarito che queste devono variare in relazione a come evolve l’epidemiologia e in relazione a quelle che sono l’efficacia e l’efficienza con le quali vengono trattati i casi.

Un impegno particolare l’Aou lo sta indirizzando verso l’attività ambulatoriale, “che è forse quella più critica – ha precisato il commissario straordinario – perché è quella che è stata sospesa completamente. Adesso bisogna iniziare e dare risposte al territorio”.

L’ipotesi, ha spiegato Soro, è quella di ampliare gli orari di erogazione, definire nuovi slot e programmazione delle attività (sulla base delle priorità esplicitate dai direttori delle unità operative su indirizzi generali comuni) e centralizzare le aree dove si svolge attività ambulatoriale, tenendo conto della capacità ricettiva e monitorare con più efficacia gli accessi, con la definizione di procedure che rispettino gli indirizzi nazionali e regionali condivise con Collegio di Direzione, organizzazioni sindacali e Rls.

“All’inizio avremo una capacità erogativa che non sarà, ovviamente, come quella a regime – ha detto – ma che sarà sviluppata in logica incrementale. Questo ci consentirà di testare la bontà della procedura e poi, man mano, riusciremo a svilupparla in sicurezza sino ad arrivare a soddisfare quelli che sono i bisogni assistenziali”.

Anche qua ci saranno delle regole da rispettare. In primo luogo gli accessi che potranno avvenire dietro prenotazione di visita o esami. Agli ingressi saranno previsti dei check point con pre-triage e potrà essere prevista un’autocertificazione.