UN ANNO DI PANDEMIA – I racconti – Nanni Campus. “Ho avuto ragione delle mie scelte”

Crescono ancora i positivi a Sassari, 8 nuovi casi: i dati del Comune

Un anno di pandemia visto dal sindaco di Sassari Campus.

È trascorso un anno dal primo caso di coronavirus a Sassari. Un anno terribile ed imprevisto per tutti. Anche il sindaco, Nanni Campus, si è trovato a fronteggiare una situazione inedita. “Sassari, come tutto il mondo, si è trovata a fronteggiare una situazione che nessuno avrebbe potuto anche solo immaginare – esordisce il primo cittadino -. Cosa comporterà in termini di conseguenze a lungo termine è presto per dirlo. Quanto ai contagi, sono calati nell’ultimo periodo, grazie al senso di responsabilità della popolazione, ma non possiamo certo dire che il pericolo sia definitivamente scampato. Per ora pensiamo a uscirne quanto prima, rispettando le regole del distanziamento interpersonale, dell’uso corretto delle mascherine e dell’igiene delle mani“.

I sindaci si sono trovati ad affrontare una situazione drammatica di cui ancora nessuno, in realtà, ne aveva totale percezione. “Non sapevamo contro cosa stavamo combattendo, a cosa stessimo andando incontro, per quanto tempo e cosa avrebbe comportato. E tutt’ora non possiamo dire di avere un quadro completo, con le varianti che sono comparse nell’ultimo periodo e che stanno colpendo anche fasce di popolazione che prima resistevano di più al virus. Sicuramente è stato fondamentale il coordinamento con tutte le istituzioni, con confronti quotidiani e continui“, prosegue Campus.

Il Sassarese ha pagato la presenza di un solo ospedale, che non ha permesso quindi di dividere nettamente da subito i positivi, dai negativi e dalle zone grigie. “Ho agito subito e con fermezza. Una scelta che mi ha portato numerose critiche e al soprannome di “sindaco sceriffo”. Ho preso e portato a casa. Come ho detto più volte e in diversi contesti in quei giorni non era tempo di polemiche, ma di trovare gli strumenti necessari per salvare la vita alle persone. Ho emesso numerose ordinanze, da subito molto restrittive delle libertà personali. Sono partito dall’unica cosa certa che sapevamo: il virus si propagava attraverso le persone. L’unico modo per bloccare i contagi era ridurre al minimo i contatti tra individui. I fatti mi hanno dato ragione: dopo giorni, anche a livello nazionale sono state adottate le misure e le interpretazioni normative restrittive che io avevo già applicato a Sassari”, ricorda il primo cittadino.

Nelle ultime settimane è calato notevolmente il numero dei positivi a Sassari, ma è presto pensare di esserci lasciati alle spalle la pandemia. “Per questo a ogni occasione mi rivolgo alla cittadinanza con appelli al senso di responsabilità di ciascuno. L’allentamento delle restrizioni, con il passaggio alla zona bianca di tutta la Sardegna, ci impone il massimo rigore nel rispetto delle regole sull’uso della mascherina, sul distanziamento interpersonale e sull’igienizzazione delle mani. Facciamo, tutti insieme, che questa grande occasione e opportunità non sia sprecata nel giro di un paio di settimane“, aggiunge.

In particolare i gestori e i proprietari degli esercizi pubblici devono fare di tutto perché siano rispettate le regole nei propri locali. “Dobbiamo fare in modo di poter godere tutti e a lungo di questa opportunità, e questo può avvenire in un solo modo: con il massimo rigore nel rispetto di tutte le prescrizioni – prosegue Campus -. Non posso fare altresì pronostici sull’arrivo di una terza ondata. Valuterò la situazione, di concerto con tutte le istituzioni coinvolte, e agiremo di conseguenza. Ma il mantenimento dei cardini della profilassi (mascherina, igiene e soprattutto distanziamento interpersonale) sarà sempre la nostra arma migliore, insieme al senso di responsabilità dei cittadini”.