L’8 marzo a Sassari visto dagli uomini, un sit-in contro il femminicidio

L'8 marzo a Sassari visto dagli uomini, un sit-in contro il femminicidio

A Sassari un sit-in degli uomini contro il femminicidio.

Sit-in contro il femminicidio. A organizzarli, per una volta, gli uomini, in  tutta Italia, con una serie di manifestazioni culminate oggi, 8 marzo, nella giornata internazionale delle donne. Anche Sassari ha accolto, questa sera, l’appello tutto al maschile a favore dell’altra metà del cielo riunendo alcune decine di “Sos homines” in piazza Castello.

Mascherine e fasce al braccio intonate al rosso, i partecipanti hanno sfilato insieme uniti uno all’altro da un filo dello stesso colore. “Il colore del sangue e della nostra vergogna”, ha specificato uno di loro nel primo di una serie di interventi che hanno voluto mettere in luce l’importanza delle donne al di là di ogni retorica. Ma è soprattutto la condanna contro il femminicidio a essere il basso continuo delle orazioni, la volontà di sfuggire al lungo retaggio del patriarcato con le sue ricadute spesso violente, l’altra nota pronunciata dai presenti.

“Non mimose ma azioni concrete. Non fiori recisi ma uomini rispettosi”, recitava un cartello concluso dall’auspicio che l’otto marzo sia tutto l’anno e per tutta la vita. E si è espresso poi anche un altro augurio: che l’anno prossimo l’incontro di oggi sia magari improntato anche a una performance artistica a tutto tondo con l’obiettivo di celebrare le donne. Proprio al termine del sit-in, ai partecipanti uomini si è aggiunta, inaspettata, la compagnia danza arabesque e i suoi ballerini con una performance coreografata da Maria Grazia Deliperi dal titolo “Ti amo…da vivere.” Risalendo la piazza come in processione i ballerini indossavano vestiti bianchi punteggiati da un rosso che suggeriva ferite eterne, inguaribili. Quelle patite da tutte le donne vittime della violenza maschile.