A Castelsardo il giuramento del nuovo comandante dei barracelli Lepori

A Castelsardo il giuramento del nuovo comandante dei barracelli Lepori

Subentra a Mario Tedde.

Il consiglio comunale ha nominato il nuovo comandante della compagnia barracellare di Castelsardo. Si tratta di Benedetto Lepori, 50 anni, agricoltore ed allevatore, padre di due figli.

Con il giuramento avvenuto alla presenza del sindaco Antonio Maria Capula, dell’assessore delegato Roberto Fiori e della presidente di commissione Emanuela Loriga, il nuovo comandante visibilmente emozionato, ha assunto ufficialmente il comando.

Lepori, che subentra a Mario Tedde, sarà il Capitano di una compagnia composta da 45 componenti che nei prossimi giorni diventeranno 48. Il sindaco ha colto l’occasione per ringraziare il capitano uscente Mario Tedde, per l’opera svolta a favore della nostra Comunità in tutti questi anni, e rivolgere i migliori auguri al neo eletto per un proficuo lavoro a servizio della comunità.

Oltre a svolgere un regolare servizio di vigilanza nel territorio, ai fini della prevenzione e repressione dell’abigeato e della tutela del patrimonio ambientale, è ora impegnata a seguito di un protocollo d’intesa sottoscritto con il Comune, nei servizi legati all’emergenza coronavirus e sopratutto nella nuova campagna antincendio, al fine di preservare il grande patrimonio ambientale e naturalistico della Città.

Le compagnie barracellari sono oggi regolate dalla legge regionale della Sardegna, che ne stabilisce, anche la funzione di collaborare, su eventuale richiesta, con le autorità istituzionalmente preposte al servizio di protezione civile, prevenzione e repressione dell’abigeato, prevenzione e repressione delle infrazioni previste in materia di controllo degli scarichi di rifiuti civili ed industriali. Collaborare, con gli organi statali e regionali, istituzionalmente preposti alle attività di vigilanza e tutela nell’ambito delle seguenti materie: salvaguardia del patrimonio boschivo, forestale, silvopastorale, compresi i pascoli montani e le aree coltivate in genere. Salvaguardia del patrimonio idrico, con particolare riguardo alla prevenzione dell’inquinamento; tutela di parchi, aree vincolate e protette, flora, vegetazione e patrimonio naturale in genere; prevenzione e repressione degli incendi, oltre alla salvaguardia del patrimonio e dei beni del Comune di appartenenza.