“Puntare su sanità e scuola. Basta ammucchiate poco chiare in politica”

"Puntare su sanità e scuola. Basta ammucchiate poco chiare in politica"

Il candidato del Partito socialista italiano Gian Mario Salis.

Gian Mario Salis è il candidato del Partito socialista italiano per le elezioni suppletive. Attualmente è il direttore sanitario presso il laboratorio analisi cliniche Meridiana Srl.

Nonostante due candidature importanti nel centrosinistra è arrivata anche la sua. Come ha affrontato la campagna elettorale?

“Sulle candidature importanti ci sarebbe molto da dire. Sono l’espressione del Partito socialista italiano, l’unico partito storico rimasto nella compagine italiana, con oltre 120 anni di storia. Abbiamo deciso di andare da soli proprio per evitare ammucchiate o proposte non necessariamente chiare da parte di esponenti della sinistra. La campagna elettorale, invece, la sto affrontando come un uomo di sinistra moderata, che si rivolge ai moderati laici e anche ai cattolici. E che cerca di far valere le ragioni che, purtroppo, esponenti della sinistra dimenticano”.

Quali sono i suoi programmi?

“Il mio programma fondamentale è curare, migliorare, e mantenere lo stato sociale. Innanzitutto la sanità pubblica, benché nel nord Sardegna si offra un buon servizio. Però attenzione, ci sono delle criticità. La maggiore è che gran parte degli operatori sanitari quali medici, infermieri, biologi, e quelli della sanità veterinaria, sono prossimi alla pensione. Poi c’è l’aspetto della scuola, dell’istruzione. Occorre superare il precariato, lo dicono continuamente che devono assumere, e ancora non hanno assunto nessuno. Speriamo che questo venga fatto da parte del governo. C’è anche l’aspetto della tutela delle microimprese in Sardegna che, nell’insieme, sono l’ossatura economica dell’isola. Erano in crisi prima, ora con il Covid e la pandemia, il disagio economico e sociale che si è creato, sono sull’orlo di chiudere. Bisogna tutelarli economicamente”.

Dalla sanità all’istruzione, come affronterà questi problemi da eletto?

“Ciò che manca è la programmazione, capire la realtà e agire di conseguenza. Non discutere solo di massimi sistemi o di buone intenzioni. Perciò, qualora fossi eletto, supporterò, per quanto di mia competenza, stimolando le leggi e le norme con la loro applicazione nel territorio che mi compete”.

I grandi assenti, in questa campagna elettorale, sembrano essere i giovani. Qualche accenno dai vari candidati, ma poi nessuna soluzione concreta.

“Quello che si può fare per i giovani è la formazione partendo dall’istruzione. Per farla è necessario che ci sia un corpo di insegnanti adeguato. La formazione, poi, servirà nel lavoro. Cose che aiutano i giovani ad inserirsi”.