La critica di Scoca nella sua lectio magistralis all’Università

La critica di Scoca nella sua lectio magistralis all’Università

Un incontro per ricordare i 40 anni dal rapporto Giannini.

Venerdì scorso si è tenuta a Sassari la lectio magistralis del Professor Franco Gaetano Scoca, Emerito di Diritto Amministrativo presso l’Università “La Sapienza” di Roma, nell’ambito dei Seminari Sassaresi di Diritto Amministrativo, organizzati dai Professori Domenico D’Orsogna e Massimo Occhiena, Ordinari di Diritto Amministrativo presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Ateneo turritano, sullo stato di salute della pubblica amministrazione.

La lectio voleva ricordare i 40 anni da quando Massimo Severo Giannini, professore di Diritto Amministrativo e Ministro per la funzione pubblica nel governo Cossiga, presentò alle Camere il suo “Rapporto sui principali problemi della Amministrazione dello Stato”.

Si trattava di un documento estremamente critico che fotografava lo stato di salute dell’amministrazione pubblica italiana a fine anni ’70. Un’ analisi rigorosa, compiuta con un’ottica progettuale, apportatrice di proposte, idee, guizzi operativi degni di concreta realizzazione.

Intitolata “La Pubblica Amministrazione in Italia: “freno” o risorsa?- Per i 40 anni del rapporto Giannini”, la lectio magistralis, introdotta dal Professor Alberto Azzena, Ordinario di Diritto Amministrativo Università di Pisa, ha permesso al prof. Scoca di fare il punto della situazione sull’attuale “quadro clinico” dell’amministrazione pubblica italiana, partendo dall’assunto che tanto è cambiato negli ultimi 40 anni, ma che tanto rimane ancora da fare in termini di efficacia, efficienza e “velocità” della macchina amministrativa statale.

Il giurista ha ricostruito, in chiave storico-evolutiva, il quadro normativo vigente attualmente in Italia e ha dato merito alla legge n.241 del 1990, incentrata sul procedimento amministrativo, di essere stata, in ossequio anche al “Rapporto Giannini”, la “riforma più valida ed importante” degli ultimi 40 anni. Il merito della legge 214, sostiene Scoca, ha contribuito al miglioramento dell’immensa e multiforme galassia organizzativa della Pubblica Ammininistrazione italiana, anche nei rapporti col provato cittadino.

Tra gli auspici emersi alla fine dell’incotro e dopo partecipato dibattito, è importante ricordare l’esigenza di avere una legislazione più snella, chiara e coerente, utile anche nel rilanciare l’economia e gli investimenti.