Brianda boccia il primo anno di Campus: “Sassari lasciata allo sbando”

Brianda boccia il primo anno di Campus: "Sassari lasciata allo sbando"

Il bilancio dell’ex candidato sindaco Brianda.

L’ex candidato sindaco del centrosinistra al Comune di Sassari, oggi consigliere di minoranza, Mariano Brianda, è molto critico nei confronti dell’amministrazione Campus. “Con grande umiltà e spirito di servizio ho accolto, a suo tempo la richiesta di essere la voce di 25mila persone che mi hanno votato – esordisce Brianda -. Lo spazio che questa amministrazione ha lasciato al Consiglio è praticamente nulla. Infatti, non si è discusso un progetto o parlato di un problema centrale per i sassaresi. Non vi è stata nessuna apertura per collaborare con le minoranze. Piuttosto, viene delegittimato quello che è stato fatto in passato. A tutti gli effetti è stato un anno negativo per Sassari”.

Brianda prosegue con la disanima dell’anno appena concluso. “Durante il lockdown ho chiesto al sindaco che si facesse portavoce delle disfunzioni e per tutta risposta ha replicato di non avere le competenze, non fornendo risposte ai problemi che affliggono la città – prosegue -. Ciò in un momento nel quale il pronto soccorso era al collasso e le residenze sanitarie colpite pesantemente dal Covid. Appare l’immagine di un sindaco non interessato in una città allo sbando. Soprattutto in piena emergenza Covid, visto che non è stato vicino ai cittadini“.

L’ultimo affondo riguarda il grido del centro storico e periferia, a detta del consigliere di minoranza, rimasto inascoltato dall’amministrazione Campus. “Il centro storico ha visto sorgere diversi comitati, ma non sono stati ascoltati così come le periferie. Le buche e i rifiuti sono i grandi settori non toccati da amministrazione – afferma -. La questione della metropolitana di superficie, poi, è stata umiliante durante il Consiglio comunale aperto nella quale non è stata avvallata la protesta del comitato Metrotravia con il colpo di scena del cavalcavia sopra la 131“.

Brianda tende comunque la mano della collaborazione. “Mi sarebbe piaciuto dire il contrario – conclude il consigliere – Ho sempre offerto la mia disponibilità a collaborare e mi sono messo in gioco con professionalità. Ho trovato le porte chiuse e nessun atteggiamento favorevole nei miei confronti. Mi interessa lavorare per la città e poter contribuire”.