Positiva al coronavirus ad agosto, l’odissea di una 19enne di Ozieri per il tampone

Positiva al coronavirus ad agosto, l'odissea di una 19enne di Ozieri per il tampone

La ragazza senza macchina non può recarsi a fare il tampone.

E’ una storia di preoccupazione e lunga attesa quella Maria Lucia Pigozzi, 19enne di Ozieri risultata positiva al coronavirus questa estate, ma che ora ha grandissime difficoltà a ripetere l’esame e tornare a vivere una vita normale.

Ad agosto la ragazza stava lavorando a Porto San Paolo per la stagione e fa amicizia con un giovane turista risultato poi positivo al Covid 19. Decide dunque per sicurezza di fare il tampone, per levarsi il dubbio di essere stata contagiata, pur risultando ancora asintomatica. Chiama quindi la Guardia medica turistica di Porto San Paolo, che le consiglia di eseguire l’esame.

Il giorno successivo, 20 agosto  Maria Lucia fa il tampone a domicilio grazie alla Asl di Olbia, che risulta positivo. Dal giorno dopo inizia ad accusare i sintomi del Covid con febbre sino a 37.8 per 4 giorni,vomiti, tosse e inappetenza. Nel frattempo si mette in malattia dal posto di lavoro e inizia la quarantena.

Allerta immediatamente amici e familiari sulla sua positività, i quali fanno tutti il tampone risultando negativi, al di fuori di una sua collega di lavoro. Dal 20 agosto al 16 settembre, fa altri due tamponi che risultano ancora positivi. Nel frattempo la febbre è sparita da tempo, ma persistono ancora alcuni sintomi come la perdita del gusto e dell’olfatto.

Il 16 settembre decide dunque di fare rientro ad Ozieri, dopo aver avuto un alloggio messo a disposizione dal Comune per restare isolata dal resto della sua famiglia, in particolare i fratelli e sorelle piccoli che rischiava ovviamente di contagiare. Dal suo rientro, non essendo Maria Lucia provvista né di patente, né di autovettura, si è recata per tre volte a fare il tampone al drive dell’ospedale Segni di Ozieri a piedi; dotata di mascherina ffp2, guanti e soprattutto evitando qualsiasi forma di contatto con altre persone.

Dei due tamponi fatti, il primo risulta negativo ed il secondo positivo: l’ultimo risale al 24 settembre. Ieri avrebbe dovuto fare l’ennesimo tampone, ma nel frattempo la sede si è spostata presso il quartiere fieristico di San Nicola, quartiere che dista tre chilometri da Ozieri.

Per Maria Lucia, diventa dunque un problema farlo dal momento che non ha una sua macchina, non può essere accompagnata da nessun amico o familiare perché rischierebbero il contagio e tantomeno può usare il mezzo pubblico.

Come fare dunque?

Maria Lucia chiama le assistenti sociali del comune di Ozieri, che le rispondono di rivolgersi al medico di base. Il medico di base consiglia a Maria Lucia di chiamare il laboratorio analisi di Ozieri, che risulta sempre occupato insieme al numero dell’Ufficio Igiene Pubblica di Sassari, che aveva prescritto il tampone.

A questo punto, si rivolge alla stazione dei Carabinieri di Ozieri, che le suggerisce di chiamare il numero 800311377, numero verde dell’ATS per l’emergenza Covid ed il 118. Quest’ultimo le dice di chiamare l’Ufficio Igiene Pubblica di Sassari, il cui numero continua a risultare occupato.

Morale di questa “favola” dai risvolti fantozziani, con continui rimpalli di competenze e nessuna assunzione di responsabilità, nessuno fornisce la risposta alla semplice domanda che si pine questa giovane ragazza, ovvero come fa chi come lei non ha una vettura propria a fare il tampone, dal momento che questo problema la accomuna a persone anche molto più grandi di lei.

Oggi Maria Lucia dunque non farà il tampone ed afferma:”Mi auguro che si trovi presto una soluzione per me e per tutte le altre persone malate che sono nella mia stessa condizione”.