La rabbia delle palestre di Sassari: “Abbiamo speso migliaia di euro per la sicurezza”. E parte la campagna per non chiudere

Riaperte le palestre in Sardegna, le regole per tornare ad allenarsi

La protesta delle palestra di Sassari.

Le palestre della provincia di Sassari fanno quadrato contro la chiusura decretata dal premier Conte e si uniscono in una protesta pacifica. Non per scendere in piazza, ma per continuare a lavorare in sicurezza. A dar fuoco alle polveri sono stati due titolari di strutture sportive del nord e sud Sardegna, Salvatore Garau e Giovanni Montis.

Ambedue, rivolgendosi ad un pubblico ampio e vasto come quello dello sport sardo, ed a livello nazionale, hanno chiesto solidarietà ed unione per manifestare al fini di tenere aperti tutti i centri sportivi. Un appello rivolto nello specifico ai proprietari di palestre, istruttori di ogni genere, segretari, contabili, collaboratori e clienti che frequentano le strutture sportive, affinché tengano alta l’attenzione per riuscire a far tornare il premier sui propri passi.

“Pur avendo eseguito al 100% il rispetto delle normative vigenti in materia Covid-19 ed avendo ricevuto ispezioni curate e mirate da parte di Nas, Assl ed organi competenti, nessuno ha riscontrato alcun tipo di infrazione e irregolarità – ha affermato il titolare dell’Animal Fitness di Olmedo e Sennori, Salvatore Garau -. Lo stesso ministro dello Sport si era complimentato per il lavoro svolto dai proprietari delle palestre. Pertanto chiediamo al Governo di permetterci di continuare a lavorare in sicurezza in quanto quest’ulteriore chiusura sarà prevedibilmente la fine di tante attività“.

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Parole che trovano d’accordo il titolare della XLCenter di Porto Torres, Antonello Spano. “Sarò curiosissimo di apprendere quanto la chiusura di palestre e piscine inciderà sull’andamento della curva dei contagi. Sarò tristemente curioso anche di apprendere, quanto tale provvedimento inciderà sull’economia delle persone che vivono dallo sport. E, infine, sarò altrettanto tristemente curioso di apprendere quanto questo provvedimento inciderà sulla salute dei tanti obesi o diabetici che trovano nelle palestre solide ed efficaci alternative alle cure farmaceutiche od ospedaliere, ricadendo su quello stesso Sistema sanitario nazionale che proprio il presidente Conte intendono salvaguardare. Ma che, in 5 mesi dal termine del lockdown, malgrado venisse da più parti paventata una seconda ondata autunnale, poco è stato fatto per rafforzarlo“, ha affermato Spano.

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Anche Francesco Moretti, conosciutissimo a Sassari e titolare della palestra Ludus, si schiera contro il Dpcm. “La chiusura delle palestre è una decisione priva di fondamento. Siamo stati definiti come attività non produttive e pericolose. In realtà dal 25 maggio in poi ci siamo adeguati ai protocolli, contingentando il numero di persone accolte ogni ora e facendo rispettare le distanze di sicurezza, e facendo cambiare l’aria continuamente – ha detto Moretti -. Inoltre abbiamo acquistato prodotti sanificanti di ogni genere e tipo, spendendo una quantità di soldi incredibile, abbiamo pulito attrezzi e spazi comuni con solerzia. Insomma abbiamo reso le nostre attività fruibili in sicurezza. Prova ne sia che a livello percentualistico non sono rilevanti i focolai di contagio nelle palestre“.