Dai tombini di Sant’Orsola escono topi grandi come mezzo braccio

Topi nel quartiere di Sant’Orsola a Sassari.

Colonie di topi nel quartiere di Sant’Orsola. Alla periferia di Sassari, oltre a strade dissestate e case fatiscenti, si aggiunge l’emergenza ratti. Epicentro dell’invasione via Eufemia Sechi dove da due mesi i roditori, approfittando di un tombino aperto, escono allo scoperto zampettando tra i marciapiedi ed il parcheggio. “Scorrazzano a decine e decine”, rivela un abitante della zona. “Ormai non li contiamo più”.

A parte il numero, a impressionare è la dimensione: “Lunghi quanto un avambraccio, mano compresa”. Nessun topolino disneyano quindi, alla Gas Gas di “Cenerentola”. Tutt’altro. Siamo di fronte a vere e proprie “pantegane”, come le definisce lo stesso cittadino, aggiungendo poi che, per stazza, sembrano dei gatti, gatti che, ci informa, sono ormai spariti: “Non se ne vede più uno da tempo”. Forte il sospetto tra i residenti che il predatore naturale abbia dovuto soccombere al soprannumero e all’aggressività dei ratti.

E vedendoli in azione, immortalati in un video virale, il timore diventa certezza. Sono troppi e, aggiungiamo noi, del tutto indifferenti alla presenza umana. Li si vede correre da una macchina all’altra, scambiandosi le posizioni come occupati a un gioco che non possiamo interpretare. Di sicuro ci sono i danni, per adesso limitati alle cose: “S’infilano nel motore delle auto e rosicchiano i fili”, informa l’abitante del quartiere, il quale si è più volte appellato alle istituzioni: “Da Area non rispondono”.

Una volta consegnata la casa ti dicono “Arrangiati”. Nessuna soluzione quindi a breve per il proliferare dei ratti. D’altra parte, il marciapiede sembra una giungla, rigoglioso com’è di vegetazione incolta da anni, e i mammiferi ci si trovano a meraviglia. Col paradosso che il coprifuoco e i vari lockdown, che svuotano la città degli uomini, rappresentano per le pantegane invece l’occasione di ripopolarla.

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