A Sassari il neonato strappa la mascherina all’ostetrica, la foto simbolo del Natale

A Sassari il neonato strappa la mascherina all'ostetrica, la foto simbolo del Natale

La foto di Sassari pubblicata sulla prima pagina dell’Eco di Bergamo.

Un bambino appena nato che tira involontariamente la mascherina dell’ostetrica che lo tiene in braccio e che ha appena assistito la sua mamma in sala parto. Per il quotidiano L’Eco di Bergamo è la foto simbolo di questo Natale 2020, anche se lo scatto risale al 7 maggio scorso. A scovarla sul web, adesso, è stato il direttore de L’Eco di Bergamo, Alberto Ceresoli, che l’ha pubblicata sulla prima pagina del giornale, in edicola nel giorno della Vigilia di Natale.

A essere ritratti sono il piccolo Mattia e l’ostetrica Gianfranca Fiori, che lavora nella sala parto della Ginecologia e Ostetricia dell’Aou di Sassari. “È stata una reazione inaspettata – racconta Gianfranca Fiori che nei suoi anni di professione non ricorda un episodio simile – una sorpresa sia per me che per le mie colleghe che hanno voluto subito immortalare quel momento”.

A Sassari il neonato strappa la mascherina all'ostetrica, la foto simbolo del Natale

“È sicuramente un motivo di orgoglio per noi – afferma il direttore dell’unità operativa di Ginecologia e Ostetricia dell’Aou di Sassari professor Salvatore Dessole – che siamo il punto nascita di riferimento sul territorio”.

Così Mattia, che adesso di mesi ne ha sette, si trova a essere una piccola star per la mamma Marinella Campus, 41 anni alla sua prima gravidanza, e per il papà Stefano Colombino. «Siamo contenti di questa scelta del giornale – afferma mamma Marinella – e la sua nascita è stata anche un momento di libertà. Quelli trascorsi in reparto, infatti, sono stati tre lunghi giorni senza mio marito, che vedevo soltanto dalla finestra dell’ospedale. Ho affrontato tutto da sola, con la forza che un figlio può darti. Quando ho rivisto mio marito, ci siamo guardati e siamo scoppiati a piangere».

Per le restrizioni del Covid, infatti, in reparto e in sala parto non sono ammessi i papà. “Sentirsi soli in una esperienza come la nascita è un po’ triste, bisogna sottolineare però – precisa professor Salvatore Dessole – che si tratta di misure di protezione della salute, quella delle stesse mamme, dei piccoli e degli operatori. Qui da noi, poi, abbiamo creato due percorsi ben precisi uno per le pazienti no Covid e uno per quelle Covid positive”.

E proprio in quest’ultimo percorso medici, ostetriche e infermiere entrano indossando tutti i dispositivi di protezione necessari. “Stiamo per molte ore bardate di tutto punto – riprende Gianfranca Fiori – è dura ma è anche speciale quello avviene lì. Speriamo che sia di buon augurio per una rinascita”, conclude.