La storia di uno degli edifici simbolo di Sassari: il palazzo della Provincia

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Cenni storici sul palazzo della Provincia.

L’imponente palazzo della Provincia di Sassari si affaccia su piazza d’Italia, la più importante della città, alle spalle della statua di Vittorio Emauele II.

Il processo di modernizzazione che interessò la città di Sassari nella seconda metà dell’Ottocento, a partire dall’unificazione del Regno d’Italia che implicò la costruzione di palazzi della Provincia e sedi delle Prefetture, portò alla costruzione del palazzo della Provincia, ancora oggi in uso.

La sua edificazione non fu esente da polemiche, in quanto inizialmente il partito progressista osteggiò la scelta di una nuova costruzione, in favore di una più contenuta spesa pubblica con l’acquisto di Palazzo Ducale.

La decisione ricadde però sulla costruzione di un nuovo edificio, grazie alla concessione gratuita dell’amministrazione comunale dell’ala nordest di piazza d’Italia.

Il cavalier Giovanni Borgnini e l’ingegner Eugenio Sironi ne curarono i lavori, iniziati nel 1873 e conclusi il 10 luglio 1880, con la messa in funzione dell’orologio civico.

L’edificio.

L’intera superficie del palazzo è di 4456 metri quadrati, divisi in 265 ambienti. Occupa la parte NE di piazza d’Italia.

Esternamente il palazzo è impostato con accenti rinascimentali. Nella parte superiore è scandito da sei semicolonne corinzie. Nel cortile d’Onore sono presenti alcune lapidi per la commemorazione dei caduti della Provincia. Il cortile è circondato da delle archeggiature, aldilà delle quali sorge un giardino.

Si pone come simbolo della piazza che oggi tutti conosciamo, nella quale fu edificata una statua di Vittorio Emanuele II d’Italia. Le scalinate antistanti l’ingresso del palazzo furono costruite nel 1923.

Per la realizzazione del palazzo, il Comune di Sassari stanziò 600.000 lire, una cifra davvero importante all’epoca, ma a lavori conclusi la spesa totale ammontò a 1.100.000 lire.