Il Covid non ferma la solidarietà: l’associazione Sassari Si Muove in aiuto della città

Il Covid non ferma la solidarietà: l'associazione Sassari Si Muove in aiuto della città

Le iniziative dell’associazione Sassari Si Muove.

L’anno appena passato è stato molto difficile per le famiglie di Sassari, costrette a fare i conti anche con le difficoltà economiche derivate dall’emergenza coronavirus. Ma il 2020 ha fatto emergere ancora di più lo spirito di solidarietà delle associazioni pronte a dare una mano a chi si è ritrovato in una situazione difficile.

E’ questo il caso dell’associazione Sassari si Muove, nata nel 2016 per volontà di Leonardo Zanza, che la presiede e della vice Presidente Marcella Piras. Già un anno prima della fondazione era stato creato il gruppo Facebook Segnala Sassari, molto seguito in città e non solo.

I fondatori e gli altri volontari operano a titolo gratuito nel campo della solidarietà e il loro impegno si è fatto ancora più concreto durante la pandemia. Durante il primo lockdown l’associazione di mette subito in moto lanciado un’iniziativa volta all’acquisizione di derrate alimentari da distribuire alle famiglie bisognose di Sassari.

Un’iniziativa per aiutare anche i “nuovi poveri”, ovvero commercianti e liberi professionisti che proprio a causa della pandemia si ritrovano a dover chiudere le loro attività e restare di conseguenza senza lavoro e bisognosi di aiuto. All’iniziativa rispondono in tanti. Tra questi anche Gianpiero Demartis, ristoratore sassarese che per ben due mesi ogni sabato mattina, prepara da quel momento i pasti caldi per 50 persone, che i volontari dell’associazione Sassari si Muove, provvedono poi a distribuire ai bisognosi.

Nel periodo pasquale invece, con l’iniziativa “Dolciando e disegnando” tenutasi un sabato ed una domenica in Piazza Castello, regalano ai bambini accorsi cioccolato e dolci in cambio di un disegnino che poi viene pubblicato nel gruppo Facebook. La vigilia di Natale i volontari, una ventina in tutto, consegnano 150 pasti per le famiglie insieme a delle buste con generi di prima necessità, come avvenuto già nel primo lockdown.

“I nostri volontari sono tutte persone serie, fidate ed oneste – racconta Marcella Piras – . Abbiamo fatto tutto con le nostre forze, appoggiati da commercianti e grossisti. Abbiamo consegnato ad oltre 300 famiglie sassaresi tutto ciò di cui avevano bisogno: dai prodotti per l’igiene personale, frutta, verdura, ai pasti caldi di Gianpiero. Quando consegniamo cerchiamo sempre di evitare contatti troppo lunghi con i destinatari, per evitare imbarazzo nei loro confronti”.

“Abbiamo visto persone che veramente avevano fame. Siamo incappati in famiglie che per dignità e sulla base di un Isee alto, non potevano avere il Reddito di cittadinanza. Spesso abbiamo dovuto anche mettere mano al nostro portafoglio per far fronte alle tante richieste che riceviamo attraverso la messaggistica del nostro gruppo Facebook”.