In una società digitalizzata quale quella attuale, era solo questione di tempo prima che anche lo sport finisse per diventare virtuale. A questo assunto si deve la nascita del tennis virtuale, che comincia già ad attirare l’attenzione di tifosi e appassionati a vario titolo. L’e-tennis va dunque a nutrire la schiera degli e-sport, ossia di quegli sport virtuali che sembra siano destinati a crescere enormemente in futuro, per importanza e volume di denaro coinvolto, oltre che per la loro capacità di appassionare i più giovani.
Che cosa è l’e-tennis?
La categoria dell’e-tennis ha molto a che vedere con quella delle simulazioni sportive e dei videogiochi. In breve, si fa riferimento a dei match simulati e, in quanto tali, fruibili in qualsiasi contesto e calendarizzati con frequenza maggiore rispetto agli incontri fisici. Quest’ultimo punto è logica conseguenza dell’effettiva durata di un match di e-tennis, che raramente supera i 2 minuti, rivelandosi dunque particolarmente attraente per tutta la categoria di under 35 abituata a eventi rapidi e tempi ristretti: due fattori, questi, che solitamente non caratterizzano gli incontri di tennis reale.
La determinazione del risultato della simulazione è dunque particolarmente rapida; questo permette all’utente di visionare subito dopo un’altra simulazione, senza dover attendere i tempi che di solito separano gli incontri reali di tennis. Le ricadute sono profonde tanto per gli appassionati, quanto per quegli scommettitori che stanno già decidendo di piazzare una puntata rapida su powbet.info, basandosi sulla velocità con cui viene comunicato il risultato.
Quali sono i vantaggi degli e-sport?
La nascente categoria degli sport digitali si lega a doppio filo con quella dei videogiochi, consistendo di fatto in una simulazione frenetica di una partita, gestita unicamente dalla matrice di un computer. L’imparzialità degli algoritmi che regolano questi dispositivi rende dunque i match, e quelli di e-tennis non fanno eccezione, molto più puliti e liberi da compromessi di qualsiasi natura rispetto agli incontri reali, che spesso e volentieri possono subire influenze esterne poco chiare agli spettatori.
Un’altra caratteristica di queste simulazioni è la loro brevissima durata, che contraddistingue profondamente un match di e-tennis da un incontro reale tra due tennisti, che può durare anche ore. La durata degli incontri reali e i lassi di tempo che separano un incontro da un altro, infatti, di solito fiaccano anche i più appassionati, che stanno iniziando a lasciarsi sedurre dai ritmi più serrati dell’e-tennis.
Di certo, va considerata un’altra importante differenza di approccio: i simulatori e gli appassionati studiano i dati storici relativi ai singoli tennisti in maniera molto diversa. Le macchine, per ovvia costituzione, mettono in campo un algoritmo che, per quanto sofisticato, non può tener conto di variabili non contemplate nelle simulazioni, come quegli elementi umani che possono invece incuriosire o suscitare emozione negli appassionati. In questo caso, è difficile dire se si ha a che fare con un vantaggio che tende a valorizzare il profilo reale del tennista oggetto della simulazione, o con uno svantaggio che finisce per privare l’incontro dell’elemento umano.
A chi piace il tennis virtuale?
Ovviamente, i principali spettatori dei match di tennis virtuale sono proprio gli appassionati di tennis, ma non solo. In primo luogo, l’e-tennis sembra essere stato pensato per tutti quegli spettatori che non hanno più il tempo per aspettare giorni per un match che, poi, potrebbe portar via delle ore, diventando così estenuante tanto per i tennisti quanto per il pubblico. Tempo e pazienza sono risorse che oggi mancano, soprattutto a quella parte di pubblico under 35 che, figlia del digitale, ha sviluppato il desiderio di sfruttare le risorse della rete e della tecnologia per godere subito dell’esperienza di un match, simulandola.
D’altra parte, gli e-sport in generale e l’e-tennis in particolare possono concretamente essere appoggiati anche da appassionati di più vecchia data, proprio perché il pubblico tradizionale sta cominciando a invecchiare e ha bisogno di un autentico cambio generazionale. Il tennis virtuale può rispondere a questa esigenza, avvicinando a questo sport molti nativi digitali e abbassando sensibilmente l’età media del pubblico di appassionati al tennis, poco importa se in chiave fisica o digitale.