Nuovi contagi a Sassari, casi anche tra i bambini. Il sindaco Campus: “Non si sprechino i sacrifici fatti”

Nuovi contagi a Sassari, casi anche tra i bambini. Il sindaco Campus: "Non si sprechino i sacrifici fatti"

La preoccupazione del sindaco di Sassari Campus.

Contagi in aumento a Sassari. A dichiararlo, ieri in Consiglio comunale, il sindaco Campus. Un’escalation che lo stesso primo cittadino ripercorre comunicando il numero dei positivi dal primo giugno – giorno del ritorno alla zona bianca – a giovedì dieci. “Dai 39 di una settimana fa – informa Campus – ai 52 di lunedì ai 60 di oggi”. L’analisi della nuova diffusione virale rivela, in particolare, un aspetto: “Sono focolai”, sottolinea il sindaco che poi circoscrive la causa: “Immagino che in una delle nostre borgate ci siano state le cresime”.

I dati dei contagi aggiornati.

Questo spiegherebbe l’attuale cifra di 176 “quarantenati, di cui un terzo focalizzati in una borgata”. A colpire Campus è la data di nascita dei contagiati: “Bambini di un anno, tre anni, nove anni. E ragazzini di quattordici-quindici anni”. Da qui l’avvertimento: “Vogliamo che l’economia riparta ma vogliamo anche che la città sappia che se il trend dovesse continuare saremo costretti a ripartire con le chiusure e le limitazioni”. Ecco perché il leader civico chiede la massima attenzione perché “non si sprechi il sacrificio di tanti che, in quest’anno, hanno messo a repentaglio la propria sussistenza”.

Soprattutto alla luce delle percentuali definite “irrisorie” dei contagi riscontrati in alcuni periodi e di una più generale bassa quota di positività registrata per mesi in città dopo “i primissimi tempi, a marzo 2020, che ancora ricordiamo con angoscia.” Questa la “brevissima ma importante riflessione” del sindaco che, in seguito, risponde all’ordine del giorno dei consiglieri Carta, Alivesi e Toschi Pilo sulla proposta di attivazione di un nuovo hub vaccinale a piazzale Segni: “Il problema non è creare nuovi siti ma trovare personale”. E proprio sulla profilassi il primo cittadino spera che, in futuro, “diventi routine e che avvenga grazie ai medici di base e alle strutture territoriali”. Insomma l’augurio è che si superino gli hub e che quello della promocamera, centro vaccinale cittadino, “recuperi la sua antica funzione di promozione della nostra economia.”