Il nuovo Campus universitario di Sassari si ferma e adesso sono a rischio anche i finanziamenti

Il nuovo Campus universitario di Sassari si ferma e adesso sono a rischio anche i finanziamenti

A rischio i finanziamenti per il Campus universitario di Sassari.

Nuova battuta d’arresto al progetto per la realizzazione del Campus Universitario nell’area di San Lorenzo a Sassari. Le indagini di scavo hanno riportato alla luce numerosi reperti archeologici appartenenti all’età romana. Perciò si dovranno individuare soluzioni alternative e immediate per non mettere a repentaglio il finanziamento di 26,3 milioni di euro.

L’area individuata per l’intervento, quest’ultimo volto sin da principio alla realizzazione di alloggi e servizi accessori, incluse strutture sportive, per 280 posti letto in totale in un fazzoletto di terra di circa 2,5 ettari, nel tempo ha rivelato la presenza di numerosi vincoli di tipo urbanistico, paesaggistico, idrogeologico. via via superati in fase di progettazione preliminare. Ma a bloccare la prosecuzione dell’intervento è quello maggiormente restrittivo, il vincolo di tipo archeologico, emerso a seguito degli scavi esplorativi da parte della Soprintendenza, così come previsto dalla legge.

Il risultato delle indagini.

Le indagini di scavo, preliminari rispetto all’avvio vero e proprio dei lavori, sono state concordate a seguito dell’esito positivo della Viarch, cioè la verifica preventiva di interesse archeologico, una procedura che riguarda tutti i lavori pubblici che prevedano attività di scavo, e che consiste nella verifica di tutta la documentazione disponibile, comprese le ricerche bibliografiche e d’archivio e le ricognizioni sul campo, per stabilire se i lavori in progetto possono avere interferenze con beni archeologici ancora sepolti.

La procedura si è conclusa con il parere definitivo acquisito da Ersu Sassari il 7 luglio scorso, cui ha fatto seguito l’avvio del procedimento per l’apposizione del vincolo su quasi tutta l’area.

Finanziamenti in bilico per il Campus Universitario.

Ad oggi è stata sostenuta da Ersu Sassari una spesa di oltre 1,3 milioni di euro di cui circa 934mila euro per l’acquisto dell’area dall’Università di Sassari: area, lo ricordiamo, estesa in circa 2,5 ettari e, come emerso sin dalle prime battute nello sviluppo del progetto, interessata da numerosi vincoli di varia natura.

Per la realizzazione dell’opera, ad oggi al palo, l’Ersu di Sassari si è aggiudicata il Finanziamento dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (2007/2013) per 20,5 milioni di euro. Successivamente, manifestata l’esigenza di maggiori risorse, nel 2018 il finanziamento è stato traslato alla programmazione FSC 2014/2020 per un totale di 26,3 milioni di euro.

Per il mantenimento del finanziamento è necessario raggiungere l’obbligazione giuridicamente vincolata (OGV) entro il 31 dicembre 2022. Per OGV si intende l’aggiudicazione della gara d’appalto per i lavori. Il che significa che prima dovrebbe essere approvato il progetto preliminare, quello in corso nell’ambito del quale sono stati effettuati gli studi archeologici, quello definitivo, per la conferma dei pareri già acquisiti durante la conferenza di servizi preliminari del 2019 e per l’acquisizione dei restanti, ad esempio quello dei Vigili del Fuoco, e quello esecutivo, nonché indetta la gara d’appalto comunitaria, stante l’importo a base d’asta stimato in oltre 18 milioni di euro.

Per il mantenimento del finanziamento è ad oggi previsto, inoltre, un secondo vincolo temporale: la chiusura dell’intervento entro il 31 dicembre 2025.

Come salvare il finanziamento.

Il presidente di Ersu Sassari, Massimo Sechi, si è detto sorpreso: “Ammetto che quanto emerso è spiazzante sotto tanti punti di vista: l’ente ha lavorato strenuamente durante questi anni per arrivare al miglior risultato possibile non solo per la popolazione studentesca, ma per la città tutta. Questo intoppo non deve però fermarci: è necessario fare quadrato per trovare soluzioni nell’immediato che ci consentano di difendere il finanziamento ottenuto e l’idea di Campus all’americana, con servizi estesi, come ad esempio campi sportivi integrati e aree comuni, di studio e di ricerca. Sassari e il nord Sardegna non possono rischiare di perdere investimenti così cospicui, anzi meriterebbero ulteriori risorse anche per dare maggiore impulso e riconoscibilità istituzionale alle sedi gemmate“.

Dello stesso avviso anche il sindaco di Sassari, Nanni Campus: “La città non si può permettere di perdere più neanche un euro dei finanziamenti ottenuti, dopo che sono andati in fumo già 20 milioni a causa della decisione scellerata di bocciare il primo progetto per la costruzione di un campus universitario. Per questo l’Amministrazione comunale si mette a totale e completa disposizione dell’Ersu e della Regione Sardegna, pronta a fornire anche spazi e immobili propri, perché siano realizzati i posti letto e i servizi per i nostri studenti universitari. Non può più essere perso altro tempo: i lavori devono essere conclusi entro i termini stabiliti o perderemo i finanziamenti“.

Grande la preoccupazione anche da parte del Magnifico Rettore dell’Università di Sassari Gavino Mariotti: “La preoccupazione maggiore è proprio quella di perdere il finanziamento e quindi la possibilità di creare nuovi servizi essenziali e necessari per rendere questo territorio a reale vocazione universitaria. L’università è disponibile a mettere in campo tutte le proprie forze per trovare la soluzione migliore che contempli anche la creazione di uno studentato centrale e vicino alle sedi universitarie”.