Esplodono i contagi, ma Sassari e gli ospedali restano vuoti. Il presidente dell’Ordine dei medici: “Vaccinarsi è un dovere”

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L’appello del presidente dell’Ordine dei medici di Sassari.

Nonostante l’esplosione di contagi, gli ospedali sembrano reggere l’arrivo della quarta ondata di coronavirus. Anche a Sassari la situazione sembra tranquilla, ma il timore è che possa trattarsi della quiete prima della tempesta.

Ospedali vuoti, ma l’allerta è alta.

“Con l’aumento dei positivi è ineluttabile che aumenteranno i ricoverati – fa sapere il presidente dell’Ordine dei medici di Sassari, Nicola Addis -. Ma attenzione, il fatto che gli ospedali siano relativamente vuoti potrebbe significare che ad essere contagiati sono i più giovani, che spesso sono asintomatici. In ogni caso non sono affatto tranquillo e continuo a raccomandare la vaccinazione. Per dare il buon esempio mi sono impegnato personalmente, insieme ad altri medici pensionati, a vaccinare nell’hub di Ozieri“.

No-vax egoisti.

Secondo il dottor Addis, essere no-vax significa ostacolare la scienza e avere una concezione egoistica, ovvero dare la dimostrazione di non pensare agli altri. Soprattutto per il fatto che vaccinandosi si protegge chi il vaccino, per diverse motivazioni, non può riceverlo.

“È inconcepibile che un medico sia no-vax e rifiuti il vaccino. In questo modo espone se stesso e i pazienti al rischio infezione. E va contro quanto la scienza è riuscita a dimostrare negli anni. Giustamente il legislatore ha previsto che vengano comunicati all’Ordine i nomi dei medici non vaccinati. In questo caso non vi è nemmeno la possibilità di scegliere, ma si provvederà alla sospensione almeno fino al 31 dicembre. Il mio è un appello alla responsabilità più che agli obblighi“, ha ribadito il dottor Addis.

La questione Green-Pass.

L’istituzione del Green-Pass viene salutato favorevolmente dal presidente: “Se lo hai è giusto che puoi accedere in determinati luoghi. Se non lo hai è bene non accedere perché si corre il rischio di esporre al rischio le altre persone. Come dicevo, dal punto di vista epidemiologico per adesso non abbiamo pazienti gravi, ma è un effetto del vaccino che garantisce un certo livello di protezione già dalla prima dose. I ricoveri in rianimazione ci sono, ma finora si è trattato di persone con complicazioni e patologie concomitanti“.