Oltre 500 lavoratori irregolari e un’evasione di 17 milioni di euro: maxi operazione della finanza

Oltre 500 lavoratori irregolari e un'evasione di 17 milioni di euro: maxi operazione della finanza

Una cooperativa e 4 aziende nei guai.

Evasione contributiva, irregolare esternalizzazione della manodopera e di tutti gli oneri connessi per abbattere il carico fiscale, evasione dell’iva e dell’Irap. Questo è quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Cagliari a conclusione di una complessa indagine chimata “Men at work”.

L’attività è scaturita da una mirata verifica fiscale avviata nei confronti di una società cooperativa cagliaritana di produzione e lavoro, utilizzata come serbatoio di manodopera da parte di 4 aziende committenti, tutte controllate da un gruppo industriale operante in Sardegna nel comparto della grande distribuzione e della produzione di generi alimentari.

Gli approfondimenti investigativi delle Fiamme Gialle, svolti in sinergica collaborazione con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cagliari/Oristano, hanno, infatti, consentito di smascherare un articolato sistema di frode, messo in piedi dagli amministratori della cooperativa e delle imprese committenti coinvolte. Le norme inderogabili di legge o di contratto collettivo, gli obblighi contributivi, previdenziali ed assistenziali, venivano elusi con fittizi contratti di appalto per la fornitura di servizi di facchinaggio e di pulizia operati all’interno di centri di distribuzione, supermercati e opifici di trasformazione di generi alimentari.

Molte le irregolarità contestate. I lavoratori assunti dalla cooperativa prestavano la loro attività sistematicamente e continuativamente a favore delle società committenti, da cui prendevano tutte le direttive organizzative, tanto da far qualificare le committenti come loro datori di lavoro effettivi. La contrattazione salariale, le richieste di ferie e permessi e le procedure disciplinari infatti erano rimesse al management delle imprese committenti.

La strutturazione delle posizioni lavorative così congegnata è stata, inoltre, accompagnata dall’ottenimento di benefici fiscali e contributivi non spettanti. Le società committenti del gruppo societario interessato sono riuscite ad abbattere significativamente non solo i costi del lavoro per oltre 600 mila euro – neutralizzando il proprio cuneo fiscale mediante l’esternalizzazione della manodopera con l’effetto di ridurre illegalmente non solo i costi di “struttura” (organizzativi e del lavoro) – ma anche quelli fiscali, al fine di conseguire la massimizzazione dei profitti e vantaggi di competitività sul mercato a scapito degli operatori rispettosi delle regole.

Sono state, in tal modo, ricostruite le reali posizioni giuslavoristiche di 526 lavoratori occupati presso le società del gruppo dal 2015 al 2019, per complessive 317.526 giornate irregolarmente lavorate. Per queste violazioni sono state quindi applicate, nei confronti delle 5 imprese coinvolte, ammende superiori a 6,6 milioni di euro.

Al termine dei connessi controlli della posizione fiscale delle aziende investigate, i Finanzieri hanno infine constatato, per il periodo d’imposta dal 2015 al 2019, un’evasione dell’iva per oltre 9,8 milioni di euro e una base imponibile ai fini Irap sottratta a tassazione di oltre 7,3 milioni di euro, che scaturisce dal costo del personale somministrato, assunto a tempo determinato, che le società appartenenti al gruppo societario avrebbero dovuto invece considerare quale quota di costo indeducibile.