Sit-in a Li Punti per dire basta alle morti sulla strada

Sit-in a Li Punti per dire basta alle morti sulla strada

Il Sit-in nella borgata di Li Punti a Sassari.

Sit-in ieri in via Domenico Millelire davanti al cimitero delle vittime stradali. Un’iniziativa promossa dal Comitato di quartiere di Li Punti per focalizzare l’attenzione sul pericoloso tratto dell’ex 131, teatro di 18 morti negli ultimi vent’anni. Le ultime due, Eriberto Atzori e Proto Pierpaolo Sechi, hanno perso la vita, una settimana fa, dopo lo scontro con una Ford Focus che, di fronte all’edicola, ha compiuto un’inversione a u causando l’incidente mortale.

Per evitare altre croci il comitato propone degli investimenti mirati: “Chiediamo”, afferma Gianni Sale, a capo dell’ente, “la realizzazione di due rotatorie, una all’altezza del semaforo per chi arriva da Sassari, e l’altra in prossimità dello svincolo per Monte Tignosu.” Insieme alle rotonde, il comitato vorrebbe anche uno spartitraffico, a separare i due flussi veicolari e arginare le invasioni di campo lungo una strada spesso utilizzata, a detta di chi la percorre, “come una pista di formula 1.”

Questi i desideri, poi c’è la realtà, sintetizzata dal sindaco di Sassari che, nell’incontro di giovedì coi rappresentanti di Li Punti, è stato categorico. “Ha detto che non ci sono soldi”, riferisce Giovanni Farina, vicepresidente del comitato. Un rimedio immediato, per quanto tampone, ci sarebbe comunque. Campus avrebbe infatti intenzione di posizionare un semaforo in via De Martini, vicino allo svincolo per San Giorgio, costringendo così gli automobilisti a rallentare la propria corsa. Intanto, tra le cinquanta persone accorse ieri per la manifestazione, qualcuno testimonia e conferma il rischio di guidare per via Domenico Millelire e ricorda i conoscenti deceduti lungo gli ottocenti metri della strada. Ma il monito più forte è anche quello più recente: sull’altro lato della carreggiata sono ben visibili le corone di fiori depositate per le ultime due vittime. Di fronte il guardrail nuovo, in sostituzione di quello distrutto dal tragico impatto. Ma niente potrà rimpiazzare le vite di chi non c’è più.