Tornano i saldi estivi a Sassari, la preoccupazione per i pagamenti elettronici: “Tolgono il contatto umano”

Saldi e ristori non bastano a Sassari, il grido d'allarme dei commercianti

Tornano i saldi estivi.

L’assessorato regionale del Turismo ha comunicato che i saldi estivi inizieranno a partire da sabato 3 luglio. Per l’occasione, Confcommercio ha voluto ribadire che anche quest’anno verranno rispettate le norme di distanziamento e i protocolli adeguati per contrastare la diffusione del coronavirus. Al momento, dunque, nel rispetto delle linee guida per le attività economiche e produttive, sono confermate le modalità di svolgimento delle vendite di fine stagione, che dovranno avvenire secondo una serie di regole sintetizzate nel decalogo dei “saldi chiari e sicuri” diffuso dall’associazione di categoria. Norme che hanno suscitato le perplessità di Confesercenti.

Il rispetto delle norme anti coronavirus.

In vista del prossimo periodo estivo dedicato ai saldi, Federazione Moda Italia e Confcommercio forniscono, in un decalogo aggiornato, una serie di indicazioni fondamentali, sia per gli esercenti che per i clienti, per effettuare gli acquisti in saldo seguendo norme di sicurezza e trasparenza. Prima fra tutte il rispetto del distanziamento sociale, l’obbligo di mantenere la mascherina nel negozio e la disinfezione delle mani, includendo informazioni utili per cambiare i capi danneggiati o favorire i pagamenti digitali.

L’appello di Confesercenti.

Sulla questione è intervenuto il presidente della Confesercenti per la provincia di Sassari, Giuseppe Boccia. “Siamo d’accordo con le norme da rispettare, ma siamo anche preoccupati. Soprattutto per quanto riguarda i pagamenti elettronici, visto che la digitalizzazione aiuta sì, ma allontana i contatti umani. Questa sofferenza – prosegue Boccia – spesso genera conflitti tra gli stessi esercenti che hanno la necessità di incassare. Per questo mi appello ai cittadini affinché vi sia un contatto molto più umano e meno digitale. Ne può valere la sopravvivenza delle piccole e medie imprese”.