Per lavoro a Sassari, lo seguono e gli lasciano una scritta omofoba sull’auto

Per lavoro a Sassari, lo seguono e gli lasciano una scritta omofoba sull'auto

Il brutto episodio a Sassari.

Alberto è un 22enne omosessuale che da qualche mese lavora a Sassari. Originario di Tempio Pausania, ogni settimana fa la spola tra la Gallura e il capoluogo di provincia. Ieri, mentre si stava recando a prendere la propria auto, ha ritrovato una scritta omofoba.

Le parole di Alberto.

“Non ci sono parole giuste o parole sbagliate da dire davanti ad una cavolata del genere. Mi sono trasferito a Sassari per svolgere una professione totalmente distante dai miei studi, ho le giornate impegnate e divento un riferimento per molte persone – afferma Alberto -. Io non sono quello “frocio”. Dopo una giornata normalissima di lavoro, ritrovarsi con la macchina conciata così fa un certo effetto. Io, però, so chi sono e lo dimostro ogni giorno della mia vita e lo farò sempre”.

L’invito a non avere paura.

Alberto, che non è certo uno che si fa intimorire, rivendica con orgoglio la propria appartenenza sessuale e invita a denunciare questi fatti. “Mi immedesimo nelle persone che hanno paura di accettarsi, di esporsi e che abbiano paura di questa etichetta malvagia. Quali potrebbero essere le reazioni che può causare un’azione del genere? Possibile che in una città come Sassari devo aver paura perfino di andare a prendere la macchina dal parcheggio?”.