Le famiglie in Sardegna sono sempre più povere. Colpa anche della pandemia – I DATI

A Sassari il numero dei positivi scende sotto i 30: i dati del Comune

Le famiglie in Sardegna sempre più povere.

Sempre più povere le famiglie in Sardegna e con il Covid la situazione è peggiorata. A rivelarlo è il report annuale della Banca d’Italia sull’economia dell’Isola, dove nel 2020 il reddito disponibile delle famiglie è diminuito del 5,1% rispetto all’anno precedente, contro la media del 2,7 in Italia.

La povertà delle famiglie è stata mitigata dalle misure di sostegno al reddito, che hanno determinato un forte ricorso alle prestazioni sociali (reddito e pensione di cittadinanza) del 7,3% rispetto al 2019. Il numero di famiglie beneficiarie al termine del 2020 ha raggiunto le 47.604 unità, il 6,5% di quelle residenti in regione, una quota superiore alla media nazionale. Del Rem, invece, avevano beneficiato circa 8.500 nuclei, facendo salire la percentuale al 7,7%.

Le famiglie si sono rivolte agli aiuti in maggior modo durante la pandemia, che ha aumentato la disuguaglianza dei redditi da lavoro tra gli individui nei nuclei attivi, dopo la diminuzione registrata gli anni precedenti. Aumenta anche l’incidenza di individui in nuclei che sono privi di reddito da lavoro, che in Sardegna è significativamente più elevata rispetto alla media nazionale.

Alle famiglie sarde sono stati inoltre destinati circa 25 milioni nell’ambito del Fondo per la solidarietà alimentare, una misura di urgenza istituita a livello nazionale per fornire aiuti diretti ai nuclei in difficoltà. Molte famiglie con figli, con la Dad, hanno usufruito di un congedo parentale Covid-19, che in Sardegna hanno ricevuto oltre 4.000 famiglie a seguito di quasi 36.000 domande, di cui 6.000 riguardano il personale sanitario e del settore sicurezza.

La povertà ha influito anche sui consumi. Nel 2020, secondo le stime di Prometeia, i consumi regionali si sono ridotti del 10,9% a prezzi costanti rispetto all’anno precedente (-11,7% in Italia). Sull’andamento dei consumi ha inciso anche la dinamica dei beni durevoli: in base a elaborazioni sui dati dell’Osservatorio Findomestic, questi sono diminuiti del 6,8% a prezzi costanti rispetto all’anno precedente e soprattutto nel settore delle automobili. Secondo i dati ANFIA nel 2020 le immatricolazioni sono calate di circa un terzo rispetto al 2019, più che nel resto del Paese. In base alle stime di Confcommercio, nel 2021 i consumi delle famiglie, che rimangono condizionati dall’andamento dell’emergenza sanitaria.