La moda di postare l’immagine del proprio green pass sui social che può costare molto cara

Si parte con il green pass, dalle vacanze ai concerti cosa cambia per la Sardegna

I consigli degli esperti sul green pass.

Nell’era dei social network la voglia di condividere i propri momenti e le proprie giornate è sempre più forte. I luoghi che si visitano, i piatti che si preparano o si ordinano, serate con gli amici, tutto diventa pubblico e facilmente fruibile dai propri utenti e seguaci virtuali. Spesso, però, lo si fa con troppa leggerezza e senza tenere conto delle possibili conseguenze di un’azione apparentemente innocua.

Dall’arrivo dei green pass, infatti, sono stati segnalati casi sempre più numerosi di persone che, dopo aver ottenuto il proprio certificato verde, non vedono l’ora di mostrarlo ai propri amici virtuali. Un’operazione apparentemente innocente, se non fosse che, però, sbandierare il codice QR contenuto nel green pass è un’operazione davvero molto pericolosa.

Il green pass è un certificato che attesta che l’utente è stato vaccinato. Lo rilascia la struttura sanitaria che ha effettuato il vaccino. Dal 1 luglio è un documento indispensabile per potersi spostare e viaggiare liberamente, almeno tra i paesi dell’Unione Europea. Il formato digitale è costituito, appunto, da un codice QR nel quale sono contenute informazioni anagrafiche, il tipo di trattamento.

Come affermano gli esperti e il Garante della sicurezza, infatti, condividere l’immagine del green pass permette ad utenti malintenzionati di accedere alle proprie informazioni personali in un batter d’occhio. Basterebbe, infatti, inquadrare il codice QR per avere accesso ai dati sensibili di ognuno contenuto in quello strano quadrato nero dai simboli indecifrabili.

Pertanto è consigliabile tenere a freno l’istinto di far sapere a tutti che si è entrati in possesso del green pass. O perlomeno, fare in modo che il QR non possa essere facilmente letto da chiunque. Il pericolo di furti d’identità e truffe è sempre dietro l’angolo.