Green Pass obbligatorio per i lavoratori in Sardegna, le ultime novità del decreto

Green Pass obbligatorio per i lavoratori in Sardegna, le ultime novità del decreto

L’obbligo del Green Pass in Sardegna.

Con la firma del decreto da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Green Pass diventa obbligatorio, fino al 31 dicembre, per tutti i lavoratori. Nel provvedimento sono state adottate importanti modifiche rispetto a quelle annunciate in precedenza. Tuttavia resta confermato sia ai dipendenti pubblici, che quelli privati, non impossesso della certificazione verde, verrà bloccato lo stipendio, ma non saranno sospesi dal lavoro. Vediamo dunque come cambierà la situazione in Sardegna a partire dal prossimo 15 ottobre.

In tutti i locali dell’azienda e su tutti i lavoratori, devono essere effettuati controlli di verifica per verificare l’effettivo possesso del Green Pass. Vale per i tirocinanti, così come per i dipendenti di aziende che svolgono lavori in appalto.

Le sanzioni.

Qualora il dipendente non risultasse in possesso della certificazione verde, o risultasse scaduta, in questo caso non è contemplata la possibilità di sospensione dal lavoro. Tuttavia verrà tolto il diritto alla retribuzione o qualsiasi altro tipo di emolumento. Inoltre, qualora il lavoratore non possedesse il Green Pass, verrà considerato assente ingiustificato, con il rischio di conseguenze disciplinari finanche il licenziamento. Salta così la decisione di sospendere il lavoro dopo i 5 giorni di assenza per i motivi appena citati.

La mancata verifica o applicazione delle misure di controllo, comporterà al datore di lavoro una sanzione che varia dai 400 ai 1.000 euro. In caso di violazione reiterata potrà essere addirittura raddoppiata. In questo caso sarà il Prefetto in persona a stabilire le multe ed effettuare i controlli attraverso le forze dell’ordine, le aziende sanitarie locali o l’ispettorato del lavoro.

Le verifiche.

Tutti i controlli della certificazione verde dovranno essere effettuati attraverso l’app Verifica C19, oppure da una piattaforma appositamente creata per coloro che lavorano negli uffici pubblici, chiamata Sogei. Come sempre, le verifiche dovranno essere effettuate dal datore di lavoro, o comunque da un suo delegato. I dati anagrafici di ciascun dipendente verranno inseriti nella nuova applicazione e incrociati con i dati sanitari. Coloro che risulteranno col bollino verde potranno entrare. Quanti invece verranno segnalati con un bollino rosso, dovranno restare fuori. Le verifiche potranno essere effettuate anche dopo l’ingresso con controlli a campione.

Inoltre per quanto riguarda l’obbligo del Green Pass nelle mense aziendali, ad occuparsi dei controlli sarà il datore di lavoro Se fornisce direttamente il servizio di ristorazione oppure l’azienda incaricata qualora gestisca l’attività.

La certificazione verde non è obbligatoria per quelle fasce che risultano escluse dalla campagna vaccinale e da coloro che risultano esenti sulla base di idonea certificazione medica. Qualora il lavoratore non abbia intenzione di ricevere l’inoculazione del vaccino, dovrà dimostrare di aver effettuato un tampone con esito negativo.

La certificazione verde.

Restano sempre 4 le modalità per ottenere il Green Pass. La prima è quella di completare il ciclo vaccinale, la seconda è quella di ricevere la prima inoculazione di vaccino, oppure in caso di guarigione da Covid-19 o l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare che riporti esito negativo.

È bene ricordare che la certificazione verde ha diverse scadenze. Finito il ciclo vaccinale avrà validità di un anno, mentre qualora si presentasse il caso di guarigione resta valido per 6 mesi. Appena 48 o 72 ore, infine, se si è ottenuto tramite tampone rapido o molecolare.

Smart Working.

Idee chiarissime, invece, per quanto riguarda il settore della pubblica amministrazione, il cosiddetto “smart working” e la necessità del Green Pass. Ovviamente, per quanti lavorano a distanza non è obbligatorio, ma è bene specificare che tutti i dipendenti pubblici dovranno avere la certificazione verde visto che nessuno lavora più a distanza in modo totale.