“La strada cede”. La protesta delle 300 famiglie di Maccia d’Agliastru a Sassari

"La strada cede". La protesta delle 300 famiglie di Maccia d'Agliastru a Sassari

La protesta dei residenti della strada vicinale Maccia d’Agliastru a Sassari.

Manifestazione di protesta a Maccia d’Agliastru per la messa in sicurezza della strada vicinale. A organizzarla le trecento famiglie che abitano lungo i dieci chilometri della frazione a un passo dalla borgata sassarese di Caniga. La denuncia dei residenti riguarda, in particolare, lo stato, rovinato e pericoloso, del tratto viario- un km e 250 metri la sua lunghezza- che va dallo svincolo della 131 sino alla prima traversa, dove abbondano, si legge nel volantino dato dai partecipanti, “i cedimenti strutturali causati dall’eccessivo traffico di mezzi pesanti”. E se si parla di passaggi di autocisterne e articolati il riferimento è uno soltanto: “Sono i camion di Medea – spiega una manifestante – che distribuiscono il gas a tutta la città”.

Un andirivieni che sarebbe tra le cause del dissesto dell’asfalto e che, per giunta, non porta benefici alla popolazione. “Vivendo in campagna di quel gas non possiamo usufruire – sottolineano tutti -, però ne paghiamo le conseguenze”. Effetti da cumulare con altre criticità come il rischio incendi e la mancanza di fermate dell’Atp: “Non c’è spazio per far transitare sia l’autobus che i camion Medea. Per prendere il mezzo pubblico dobbiamo camminare anche due chilometri”. Per la risoluzione dei problemi bisognerebbe aprire un dialogo con l’amministrazione comunale. “Noi segnaliamo ma ci ignorano. Siamo dei fantasmi, buoni solo per pagare le cartelle esattoriali”, dichiara una delle ex componenti del consorzio dimessosi, per protesta, meno di un anno fa. Ma le difficoltà tra Maccia d’Agliastru e Palazzo Ducale non sono soltanto storia recente: “Nel 2013 era tutto pronto per municipalizzare la strada vicinale. Mancava solo il passaggio in Consiglio comunale”.

La pratica, però, spiegano i residenti, “sparisce” e, da quel momento, anche il sogno di rimettere a posto l’area. L’ultimo tentativo in ordine di tempo risale al 2019, col preventivo per i “rattoppi” stradali – oltre 600mila euro – da dividere tra abitanti, Comune e Medea, che ha dichiarato di voler contribuire. Ma le casse dell’amministrazione sassarese piangono e il progetto rimane in stand-by. Non si fermano invece le complicazioni, soprattutto per gli automobilisti: “Ogni quattro mesi dobbiamo rifarci gomme e convergenza”. E lo sguardo va a quel chilometro e 250 metri pieno di buche e crepe in attesa, chissà ancora per quanto, di essere rimesso a nuovo.