L’avvocato che difende i No pass a Sassari: “Tante le storture di questi decreti”

L'avvocato che difende i No pass a Sassari: "Tante le storture di questi decreti"

L’avvocato algherese Paola Demuru che si occupa del green pass.

Per Paola Demuru, avvocato civilista, è un periodo di superlavoro tra Sassari e Alghero. “Vengo contattata ogni giorno – ci rivela dal suo studio di Predda Niedda – da tante persone, disperate, che chiedono chiarimenti sull’obbligo vaccinale e il green pass”. Questa moltitudine appartiene alle categorie di “sanitari, personale scolastico, docenti universitari, insegnanti”. La domanda è uguale per ognuno di loro: “Cosa posso fare – riferisce la Demuru – per non sottopormi al farmaco sperimentale contro il covid?”. All’avvocato poi verificare la convinzione dei suoi assistiti nel voler percorrere una strada resa molto stretta dai decreti governativi: “Cerco di consigliare una via legalmente percorribile e valuto una strategia difensiva ad personam. Di sicuro non gli consiglio di farsi il vaccino”.

La volontà del cliente è tutto, ma comporta delle conseguenze: “Se decide di mantenere la sua posizione lo fa a suo rischio e pericolo”. Ovvero perdita del lavoro e dello stipendio per chi rifiuta vaccino e green pass. “È un ricatto aberrante”, afferma il legale che poi elenca quelle che sono, a suo parere, le storture nate dall’emergenza pandemica. Dalla “magistratura cieca, muta e sorda davanti alle norme del diritto calpestate” alle “violazioni dei contratti e dei diritti dei lavoratori” fino “all’accanimento contro chi la pensa diversamente sui vaccini”. Il problema, così dichiara la Demuru, “nasce a monte con lo stato d’emergenza decretato da Conte nel 2020 sulla gazzetta ufficiale e non con una dichiarazione ai cittadini”, e giù a cascata fino alle anomalie, solo in apparenza secondarie, come l’uso alternativo, e forse inefficace, dei dpi: “Mi capita di vedere udienze con giudici che portano mascherine con gli strass e gli swarosky“.

Pur non avendo, per sua stessa ammissione, competenze mediche, nutre dei dubbi sulla profilassi: “Perché fare il vaccino a chi ha già avuto il covid e ha gli anticorpi? Non capisco“. Infine, la consapevolezza di una certa solitudine: “Non trovo colleghi che la pensano come me”. E il sostegno legale per i coordinatori regionali di Italexit, il gruppo politico fondato da Gianluigi Paragone, molto critico sulla gestione della pandemia: “Ma io non faccio politica. Non mi piacciono i compromessi”. Al centro della sua vita il soccorso per i suoi assistiti: “Ogni causa che seguo mi coinvolge completamente. Chi ha necessità del mio aiuto mi trova sempre”.