Il progetto Aurora e i dati sulla violenza contro le donne in provincia di Sassari

Anni di violenze e maltrattamenti, allontanato il marito 64enne

I dati del centro anti violenza di Sassari.

Oggi è diventato un punto di riferimento nel territorio, per Sassari e provincia. Il Progetto Aurora è luogo di accoglienza. Aiuta le donne a prendere consapevolezza, supportandole nel percorso di uscita dalla violenza e per l’affermazione di libertà da ogni condizionamento negativo. E’ luogo di transito verso l’autonomia e la crescita personale.

Si rivolge  alle donne e ai loro figli che hanno subito maltrattamenti nelle sue varie forme, alcune più visibili come quelle fisiche, altre più subdole come ad esempio umiliazioni e critiche continue, controllo costante anche di tipo economico, isolamento dal contesto sociale, comportamenti persecutori continuativi.

Il Centro svolge un ruolo di supporto alle vittime attraverso la consulenza psicologica e sociale e mette inoltre a disposizione la Casa di accoglienza “Aurora”, struttura che ospita temporaneamente donne con o senza figli minori in situazioni di necessità legate a violenza fisica, sessuale o psicologica garantendo segretezza e anonimato in un ambiente sicuro e solidale.

La presa in carico delle donne vittime presenti una gestione complessa e piena di difficoltà. Accade anche che in situazione con alto livello di pericolo alcune donne siano restie o si rifiutino di andare in casa rifugio perché gli episodi reiterati di violenza si alternano in modo ciclico a periodi all’apparenza “tranquilli” in quanto seguite da “pentimenti” o scuse del partner, e quindi la vittima  tende a sminuire o a giustificare l’aggressore. Oppure perché vivono come seconda violenza lo sradicamento dalla propria abitazione e dal proprio contesto di vita.

Spesso la consulenza psicologica con le nuove utenti si protrae nel tempo (oltre la media di 3/4 colloqui normalmente previsti). Prendere consapevolezza della violenza subita comporta un lungo percorso doloroso e nella maggior parte dei casi richiede un costante lavoro di rete in sinergia con i diversi operatori che a vario titolo sono coinvolti nella gestione del caso. In genere il sostegno psicologico prosegue durante l’iter giudiziale a seguito delle denunce o della richiesta di separazione legale.

Gli ultimi dati registrano 115 segnalazioni al Centro Antiviolenza di cui 18 ritorni per un totale di 133 segnalazioni. Nella Casa Accoglienza Aurora  vi sono 7 ospiti con 8 minori.

L’analisi dei dati raccolti dagli operatori del Centro antiviolenza  evidenzia come costante, relativamente agli anni precedenti, che la maggior parte delle donne provengono dalla Provincia di Sassari. La nazionalità di riferimento delle donne è prevalentemente quella italiana.

La violenza a cui le donne sono esposte si verifica all’interno delle mura domestiche, mentre la tipologia della violenza dichiarata è in prevalenza quella psicologica, quella fisica e successivamente quella economica anche se nella maggioranza dei casi le forme di violenza subita come dichiarato dalle stesse donne sono multiple. L’autore della violenza è nel 64% il partner e nel 13% l’ex partner.

Gli interventi del Centro Aurora riguardano l’ascolto, la consulenza telefonica, l’attivazione della rete dei servizi. Le donne esposte alla violenza sono coniugate per il 37%, seguono le donne separate (29%) e quelle conviventi (20%). Il titolo di studio prevalente è la licenza media nel 54% e nel 35% vi è il diploma. La professione dichiarata è nel 25% quella casalinga, nel 23% quella della lavoratrice occasionale, mentre nel 17% dichiarano di essere disoccupate.

Fondamentale il ruolo di rete dei servizi sociali territoriali per l’azione di collegamento propedeutico al supporto e all’assistenza.

Se si guarda invece alle tipologie di violenza che hanno determinato la messa in protezione, al primo posto c’è la violenza fisica anche se, in questo caso, le forme di violenza subita sono multiple.

Il numero di giorni di permanenza presso la Casa Rifugio è variabile e può oscillare per mesi. Le donne allontanate dal proprio contesto di vita a causa della violenza intrafamiliare  e che hanno trovato accoglienza presso la casa rifugio ad indirizzo protetto  nella maggior parte dei casi sono state accompagnate dai propri figli minori. L’accoglienza e l’ospitalità determina nella maggioranza dei casi l’attivazione di un percorso personalizzato di uscita dalla violenza che le operatrici della casa hanno progettato in accordo con le  donne accolte.