Si lotta per spegnere gli ultimi incendi nell’Oristanese, ma c’è il rischio di nuovi focolai

Si lotta per spegnere gli ultimi incendi nell'Oristanese, ma c'è il rischio di nuovi focolai

Lotta contro il tempo nell’Oristanese.

Giungono segnali di miglioramento dal fronte dell’incendio che, da ormai due giorni, sta devastando la provincia di Oristano. Quasi tutti i cittadini dei centri interessati, che ieri avevano dovuto abbandonare le proprie case, circa 1.000, hanno potuto farvi rientro. Restano impossibilitati, invece, 50 cittadini di Cuglieri e 30 ospiti della casa di riposo di Borore.

Il fronte del fuoco.

Va avanti a ritmo sostenuto il lavoro dei vigili del fuoco, del Corpo forestale dello Stato, della Protezione civile e delle varie compagnie barracellari per ostacolare il rogo che da sabato mattina sta distruggendo i boschi del Montiferru. Attualmente sono 2 gli incendi attivi che stanno impegnando la flotta aerea regionale, 9 canadair, di cui 2 provenienti dalla Francia in attesa di altri 2 dalla Grecia, cui si aggiungono uomini e mezzi a terra. Si tratta dei focolai a Santu Lussurgiu e Suni, che non sono stati ancora spenti e che destano maggiore preoccupazione. Nel frattempo sono iniziate le operazioni di bonifica tra Trensuraghes e Porto Alabe.

Scongiurato l’arrivo del maestrale.

Secondo il direttore della Protezione civile regionale, Antonio Belloi, dal punto di vista meteorologico si va incontro ad un un miglioramento. Le attuali condizioni del vento e delle temperature non dovrebbero consentire l’arrivo del maestrale. Nel frattempo è stato chiuso il nuovo bollettino di pericolo incendi per oggi e domani con codice giallo su tutta l’isola e un’attenzione rinforzata sulle zone dove si sta ancora operando.

Serviranno anni per ricostruire i boschi.

Stando all’ultimo monitoraggio della Coldiretti, serviranno non meno di 15 anni per riedificare i boschi e la macchia mediterranea. Nell’incendio sono morti numerosi animali e sono andati distrutti pascoli, ulivi, capannoni, fienili e mezzi agricoli. Resta impossibile, al momento, quantificare i danni all’agricoltura.